Presa la banda dei finti carabinieri

Una banda composta da sei nomadi sinti italiani e un albanese è stata presa dopo 82 colpi portati a termine spacciandosi per una pattuglia di carabinieri. I furti, le rapine e i raggiri, soprattutto a danni di anziani, sono stati compiuti fra Lombardia ed Emilia Romagna.

L’inchiesta era iniziata nell’ottobre 2015 e, dopo otto mesi di indagini da parte della Procura Pavese, nella notte tra lunedì e martedì, i malviventi sono stati arrestati nell’astigiano.

I membri della banda si fingevano appartenenti alle forze di polizia e, in questo modo, riuscivano a mettere a segno colpi da 50mila euro al giorno. In un caso è stato inscenato persino l’arresto di un finto ladro. Sentendo arrivare le auto a sirene spiegate e vedendo i distintivi, le vittime si fidavano dei malviventi e aprivano loro la porta di casa facilitando così i loro colpi.

La banda colpiva anche in assenza dei proprietari, utilizzando mazze ferrate, grandi cesoie e flessibili per penetrare nelle abitazioni.

I casi accertati dai carabinieri di Pavia sono stati 82, ma è probabile che siano riconducibili alla banda sgominata dall’operazione Fake police anche altri colpi realizzati tra le province di Pavia, Lodi, Bergamo, Cremona, Piacenza, Brescia e Milano.

Fra le accuse delle quali dovranno rispondere i membri della banda vi sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine aggravate, furti aggravati, ricettazione e utilizzi di segni distintivi contraffatti.

Via | Corriere

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