Salvatore Parolisi condannato in via definitiva

Salvatore Parolisi, l’ex caporalmaggiore dell’esercito ritenuto colpevole in primo e secondo grado per l’omicidio della moglie Melania Rea, uccisa ad aprile 2011, è stato condannato in via definitiva a 20 anni di carcere. Nella serata di ieri si è pronunciata la Corte di Cassazione ribadendo la condanna di appello.

La quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Parolisi contro la sentenza emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Perugia il 27 maggio scorso. Il ricorso di Parolisi contro la condanna ridotta nell'appello bis è stato rigettato come aveva chiesto in mattinata la procura della Cassazione.

I legali dell’ex militare hanno fatto sapere che comunque ricorreranno alla corte europea di Strasburgo per verificare se il loro assistito "abbia subito un giusto processo”. Per gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile quello a Parolisi “rimane un processo aperto con grandissimi dubbi. Riteniamo che tante ombre e incertezze non siano state dissipate dalle sentenze. E’ quindi inevitabile un ricorso alla Corte di Strasburgo”.

Parolisi, rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, si è sempre detto innocente. Melania Rea venne trovata cadavere nel boschetto di Ripe di Civitella (Teramo) il 18 aprile di 5 anni fa. Parolisi secondo quanto ricostruito al processo l'avrebbe uccisa perché aveva una relazione con un'altra donna, una giovane soldatessa alla quale il caporal maggiore aveva fatto da istruttore ad Ascoli.

I giudici d’appello avevano ridotto la pena a carico dell'uomo che nel primo processo di secondo grado, a L'Aquila, era stato condannato a 30 anni dopo che la Suprema Corte a febbraio dell’anno scorso aveva escluso l'aggravante della crudeltà.

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