Bbc: "l'eritreo estradato non è boss traffico di migranti"

Per la Bbc l'estradato è vittima di uno scambio di persona: non sarebbe Mered Medhanie ma un quasi omonimo.

Aggiornamento 10 giugno 2016 - "Non c'entro niente, non sono io quello che cercate, con questa storia non c'entro niente" ha detto Medhanie Tesfamarian Berhe al gip di Palermo nel corso dell'interrogatorio di oggi a Rebibbia. L'eritreo ha rigettato le accuse che gli vengono contestate. "Non c'entro nulla, non sono io questo uomo", ha continuato Medhanie spiegando che non è Medhane Yehdego, il ritenuto boss del traffico di migranti. L'avvocato dell'uomo che sarebbe vittima di un clamoroso scambio di persona ha spiegato: "Per il mio assistito è già stato chiesto il rinvio a giudizio in questa fase, dovrà essere un altro magistrato a vagliare" l'istanza di scarcerazione che intanto è stata presentata dal legale. "Lui - ha continuato l'avvocato Michele Calantropo - è un rifugiato che era in Sudan e sperava di arrivare in Europa. In passato aveva fatto il falegname. Il caso è molto complesso, gli atti sono molteplici. Il mio assistito ha spiegato il senso di alcune intercettazioni, e comunque non so per quale motivo il Sudan lo abbia consegnato".

Aggiornamento 9 giugno 2016 ore 10:20 - Il cittadino eritreo estradato in Italia dal Sudan non sarebbe Mered Medhanie, il presunto boss del traffico di migranti, ma un quasi omonimo. A sostenerlo è Bbc che cita testimonianze di amici del connazionale materialmente estradato che si chiamerebbe in realtà Mered Tesfamarian e sarebbe vittima di uno scambio di persona. La Bbc pubblica le foto sia dell'estradato sia del vero boss del traffico di uomini e spiega che la polizia italiana è sicura di aver arrestato l'uomo giusto. Un portavoce della National Crime Agency britannica, pure coinvolta nell'operazione, ha aggiunto: "Facciamo affidamento sui nostri partner, Questa e' stata una complessa operazione che ha coinvolto più polizie ed è troppo presto per fare congetture su questa ipotesi" che sia l'uomo sbagliato.

Estradato in Italia presunto boss del traffico di migranti

8 giugno 2016

È stato estradato dal Sudan in Italia un presunto boss delle organizzazione criminali che gestiscono il traffico di migranti. L’uomo, intercettato al telefono, tra le altre cose si vantava del giro d’affari da lui gestito e rideva dei migranti morti in mare durante le traversate. Mered Yehdego Medhane, 35enne eritreo, è accusato di aver organizzato, migliaia di viaggi della speranza, per molti trasformatisi in viaggi di morte.

Stamattina l’uomo è atterrato a Roma. Ad aprile 2015 la procura di Palermo aveva emesso oltre venti provvedimenti di fermo nei confronti di cittadini stranieri tra i quali compariva il nome di Mered, accusati di associazione per delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione, reati aggravati dal carattere transnazionale. A carico di Mered, che nel frattempo si era dato alla macchia, era stato poi emesso un mandato d'arresto internazionale.

Secondo i pm Mered avrebbe gestito i viaggi via mare di migliaia di migranti verso le coste siciliane, dal 2012 fino alla sua cattura, con enormi profitti tratti dall’attività. La transnazionalità dell'organizzazione criminale si evincerebbe da intercettazioni telefoniche, rilevate tra Libia, Sudan, Etiopia, Eritrea e gli Emirati Arabi.

L’arresto del trafficante di uomini è frutto della cooperazione internazionale della forze di polizia, sotto il coordinamento della procura di Palermo. Mered è ora è in stato di arresto in Italia in attesa del processo, la richiesta di rinvio a giudizio è stata già presentata.

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