UK, abusò di oltre 100 bambini in Malesia: pedofilo condannato a 22 ergastoli

6 giugno 2016 - Richard Huckle, come anticipato nei giorni scorsi, stato condannato oggi dal giudice inglese Peter Rook a ben 22 ergastoli per aver violentato in Malesia, tra il 2006 e il 2014, di oltre un centinaio di bambini.

Lei era ed è ancora sessualmente ossessionato dai bambini. Ha speso diversi anni della sua vita ad abusare di loro. In uno dei suoi post online sosteneva di essere logorato dalla pedofilia. É chiaro che la sua vita giri intorno alla sua ossessione per la gratificazione dagli abusi sessuali sui bambini ed è ancora chiaro che se non fosse stato arrestato avrebbe continuato con lo stesso stile di vita.

Con queste parole il giudice Rook ha disposto la pesante condanna a 22 ergastoli. Huckle dovrà scontare almeno 25 anni di carcere prima di poter avanzare richiesta per la libertà vigilata. Se, in quell’occasione, sarà nuovamente giudicato pericoloso, dovrà continuare a scontare la pena dietro le sbarre.

1 giugno 2016 - Si spacciava per insegnante di inglese e fotografo e con questa scusa riusciva a conquistare la fiducia delle famiglie dei bambini di cui da lì a poco avrebbe abusato. É stato lui, il 30enne che vedete in foto, a confessarlo alle autorità, dichiarandosi colpevole in tribunale dei 71 capi di accusa che gli venivano contestati, inclusi stupro, aggressione a sfondo sessuale e attività sessuale con bambini.

Il britannico Richard Huckle, secondo quanto emerso nel corso del processo, avrebbe preso di mira una comunità cristiana in Malesia e avrebbe abusato di decine e decine di bambini - circa 200 secondo le stime delle autorità - nel corso di nove anni. Non solo, il 30enne avrebbe filmato e fotografato molti di quegli incontri, condividendo poi online quei contenuti pedopornografici.

L’attività criminale di Huckle, stando a quanto ricostruita dalle autorità, sarebbe iniziata nel 2005 in occasione del suo primo viaggio in Malesia. Lì, in quell’occasione, avrebbe abusato di un bambino di 3 anni, figlio della famiglia che lo stava ospitando. L’anno successivo altri due casi, due sorelle di 4 e 6 anni. Il giovane sarebbe tornato in più occasioni in Malesia, ospite delle famiglie delle giovani vittime, e avrebbe continuato ad abusare di loro ad ogni viaggio.

Nel 2010 si è trasferito definitivamente a Kuala Lumpur e, dopo essersi laureato, si è avvicinato a una piccola comunità religiosa, dove era visto come “l’uomo occidentale facoltoso” disposto ad aiutare le famiglie locali. I particolari della sua attività di pedofilo sono stati raccolti dallo stesso giovane in una sorta di diario che teneva nel “deep web”, un resoconto dettagliato delle violenze che compiva sulle giovani vittime e che condivideva con altri pedofilo.

É così che le forze dell’ordine sono riuscite a formulare le tantissime accuse contestate al giovane e a ricostruire tutti gli episodi di violenza sulle giovani vittime. Era persino arrivato a pubblicare una sorta di guida per chi volesse emularlo, forniva suggerimenti e consigli su come trovare le vittime e ottenere il loro silenzio.

A dare l’avvio alle indagini sono stato le autorità australiane, che hanno avvisato gli inquirenti in Inghilterra e permesso l’arresto di Richard Huckle il 19 dicembre 2014 all’aeroporto londinese di Gatwick, quando tornò in UK per le vacanze di Natale. Nel suo computer sono stati rinvenute oltre 20 mila immagini pedopornografiche, moltissime delle quali, si presume, scattate proprio da lui.

Il processo, a quasi due anni dall’arresto del giovane, è giunto alle sue battute conclusive: Richard Huckle rischia fino a 22 ergastoli. La sentenza sarà emessa venerdì prossimo, il 3 giugno 2016.

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