Omicidio di Sara Di Pietrantonio, la confessione di Vincenzo Paduano: "Sono un mostro"

All' 1:15 di lunedì notte, dopo otto ore trascorse a piangere, tremare e negare di essere l’assassino di Sara, Vincenzo Paduano cede e davanti agli inquirenti ammette tutto tra le lacrime amare, quelle di chi ha capito ciò che ha commesso.

La sua confessione, o meglio alcuni stralci del verbale comunicati dagli investigatori alla stampa, è terribile. Inizialmente si difende, si chiude a riccio, descrive la sua vita e le sue abitudini e anzi accusa gli inquirenti di volerlo incastrare:

"Faccio il vigilantes al palazzo della Regione, ho fatto il turno di notte. Verso le 2 sono uscito per andare con una prostituta [...] Sono stato intimidito mentre aspettavo di essere interrogato, mi hanno fatto vedere delle foto orribili di Sara, volevano farmi paura [...] Non so spiegare che cosa sia successo. Forse voi volete convincermi che sono un mostro, ma non è così. Io non ho fatto niente"

Dopo diverse ore di interrogatorio, e il procuratore aggiunto Maria Monteleone che smonta ogni difesa, il ragazzo crolla e confessa:

"Allora è vero, sono proprio un mostro [...] Sì sono uscito dal lavoro e sono andato a cercare Sara. Sapevo che stava dal nuovo fidanzato e l’ho aspettata sotto casa [...] Li ho visti arrivare in macchina insieme e ho aspettato fino a quando lei non è andata via. So che strada fa per arrivare a casa e quindi l’ho preceduta per bloccarla. Quando è passata l’ho inseguita per un po’ e poi l’ho stretta con la macchina per farla fermare. [...] Abbiamo cominciato a litigare e io ho tirato fuori una bottiglietta di alcol che avevo portato. L’ho spruzzato nell’auto, anche addosso a Sara. Ma volevo solo spaventarla. [...] Quando è scappata ho deciso di rincorrerla. Eravamo vicinissimi. Poi non so bene che cosa è successo. Mi sono acceso una sigaretta e lei ha preso fuoco e poi non sapevo più che fare, quindi sono scappato. [...]"

una versione, questa, non corrispondente al vero secondo gli investigatori: secondo i primi referti la ragazza sarebbe infatti stata strangolata, prima di essere bruciata viva, e questo dettaglio potrebbe aggravare non poco la posizione processuale di Paduano.

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