Libano, caschi blu coinvolti nel traffico illegale di alimenti

392566 01: A soldier from the Indian Battalian of the United Nations Peacekeeping Force of Lebanon patrols along the border with Israel and Syria in an effort to maintain peacekeeping in the former Israeli occupation zone, July 25, 2001. The soldiers oversee the disputed Shebaa Farms closed military area, run medical clinics, and provide other humanitarian assistance to the local population. The Israeli Army has recently demanded that the UN release a videotape shot after three Israeli soldiers were kidnapped by Hezbollah guerrillas last October. (Photo by Courtney Kealy/Getty Images)

I caschi blu dell’Unifil, il contingente Onu presente in Libano, sarebbero, secondo quanto riferito da El Pais, al centro di un traffico legale di prodotti alimentari. E fra in battaglioni più attivi nella rivendita illegale di alimenti ci sarebbero il Ghana (con 870 soldati) e l’Italia (con 1206 soldati).

Due le inchieste attualmente in atto: quella del ministero dell’economia libanese e quella interna dell’Onu. Sembra che alimenti destinati alle truppe, quindi non commerciabili, siano stati trovati in vendita negli scaffali e sui banchi dei supermercati locali a Beirut e in altre località.

Il portavoce dell’Unfil, Andrea Tenenti, e il direttore generale del ministero libanese, Alia Abbas, hanno confermato che alcune inchieste sono in corso ma non hanno fornito ulteriori informazioni a Natalia Sancha di El Pais.

La fonte che ha permesso alla giornalista spagnola di scoprire il traffico illegale lavora per la Es-Ko, la ditta libanese socia del fornitore italiano di prodotti alimentari.

Fra il 2006 e il 2015 la società ha ottenuto contratti multimilionari per rifornire di alimenti le truppe dell’Unfil e la frode stimata dal quotidiano madrileno è di circa 4 milioni di euro.

Via | El Pais

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