Costa Concordia, avvocato Schettino: "Non abbandonò la nave. Deve essere assolto"

L'avvocato di Francesco Schettino, l'ex comandante della Costa Concordia, la nave naufragata il 13 gennaio 2012 nei pressi dell'Isola del Giglio, ha preso la parola davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze dove si sta celebrando il processo di secondo grado ai danni del suo assistito. In prima istanza Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione; 10 anni per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose, 5 per naufragio colposo e 1 per abbandono della nave. L'ex comandante è stato poi anche condannato a risarcire economicamente le famiglie delle vittime e lo Stato italiano per i danni causati.

L'avvocato Saverio Senese, legale appunto di Schettino, ha contestato in aula la sentenza emessa l'11 febbraio 2015 sostenendo che il suo assistito non avrebbe abbandonato la nave: "Non c'è prova che Schettino abbia abbandonato la Costa Concordia, anzi esiste la prova contraria, e cioè che lui si adoperò per aiutare i 40 passeggeri su una lancia, per non farli morire mentre la nave si abbatté di 90 gradi andando quasi a schiacciare". Secondo Senese ci sarebbe stato "un atteggiamento di chiusura verso l'imputato" e la prova sarebbe proprio l'accusa di abbandono della nave, "un aspetto scandaloso di come è stata enfatizzata la vicenda".

L'avvocato Senese ha spiegato così le sue ragioni: "Il presunto abbandono della nave da parte di Francesco Schettino è stato additato in tutto il mondo come l'esempio della peggiore napoletanità o italianità se volete. Occorre ridare l'onore a Schettino, perché lui non abbandonò la nave, ma fece tutto quello che poteva e che andava fatto. Abbiamo la prova che Schettino non commise il reato di abbandono della nave. Abbiamo questa prova provata nelle stesse carte dell'indagine, ma di cui il Tribunale di Grosseto non ha tenuto conto. Ci sono addirittura tre testimoni che hanno detto che Schettino era certo che sulla nave non ci fosse più nessuno. Lui era certo che fossero sbarcati tutti. A fronte di prove certe e di non responsabilità, il tribunale ha preferito accogliere suggestioni psicologiche per condannare Schettino. C'è la prova provata che Schettino apprese solo successivamente che dopo il suo abbandono c'erano altri passeggeri sulla nave. Io non dico mai che Francesco Schettino è innocente, dico solo che non ci sono le prove per condannarlo. Sono stati attribuiti profili di responsabilità in ordine alle quali egli è certamente innocente. Schettino deve essere assolto".

Senese ha poi aggiunto: "Schettino avviò le procedure di emergenza quando si rese conto che non avrebbe esposto a pericolo i passeggeri. Schettino ha fatto qualcosa che comunque è servito a salvare le vite umane. Il comandante lo ha sempre detto, ma le sue dichiarazioni sono state sbeffeggiate, lui è stato deriso. Non è un disgraziato, un incosciente. La vera colpa di Schettino è che lui non è un superuomo, un supereroe, come invece si richiederebbe nei tempi di crisi e di miseria culturale. Ma i supereroi esistono solo nella fantasia degli sceneggiatori dei film. Schettino ha fatto di tutto per evitare l'inabissamento della nave".

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