Scavo: trasferito pm delle inchieste marò e Varani. "Avances e palpeggiamenti alle avvocatesse"

Prosecutor  Francesco Scavo listens during an hearing during the Rev. Ruggero Conti trial  in Rome's Palace of Justice on May 20, 2010. Rev. Ruggero Conti, 56, was arrested in June 2008 and is now on trial for sexually abusing two children in his parish of Selva Candida in the outskirts of Rome. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Francesco Scavo, contitolare delle inchieste inerenti ai marò e all'omicidio di Luca Varani, ha dovuto lasciare la procura di Roma. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha emesso un provvedimento disciplinare nei confronti del sostituto procuratore romano che lo ha obbligato a trasferirsi al tribunale di Viterbo, dove svolgerà le funzioni di giudice. Inoltre, è stato sanzionato anche con la censura.

A confermare la notizia è un articolo del Corriere della Sera. Scavo, 59 anni, è stato trasferito al termine di procedimento nel quale è accusato di aver rivolto ad alcune avvocatesse e ad altre interlocutrici, mentre erano nell'esercizio delle loro funzioni, "apprezzamenti imbarazzanti a sfondo sessuale" e "vere e proprie avance". Dal capo di incolpazione, si apprende che il magistrato, in un caso, sarebbe ricorso a "repentini 'palpeggiamenti' in ufficio davanti alla porta di collegamento con la segreteria".

Gli episodi censurati dal Csm sarebbero avvenuti nel perido 2009-2011. Tutto è partito, però, quando è paratia una denuncia a suo carico da parte della ex moglie. L’esposto è finito alla procura di Perugia, che ha archiviato l’indagine: la vittima delle "avances" ha negato tutto. Tuttavia, dopo che la Cassazione non ha ritenuto di procedere, è intervenuto il ministero della Giustizia, che ha comunque promosso l'azione disciplinare.

Attraverso il suo difensore, Scavo fa sapere: "leggerò il provvedimento e valuterò". Evidenziamo anche che la decisione del Csm è impugnabile.

Attenzione, però, a leggere bene le motivazione del Csm. Per l'organo costituzionale, le attenzioni a sfondo sessuale "costituivano oggettivamente fonte di disagio", anche se "alcune delle destinatarie decidevano di 'stare al gioco' nella prospettiva di eventuali vantaggi".

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