Rogo Thyssen: la Cassazione conferma le condanne gli imputati

TURIN, ITALY - FEBRUARY 04:  A General view of Turin's court during the third hearing after the deaths of 7 people at a steel makers plant on February 4, 2009 in Turin, Italy. The head of the plant is charged with voluntary homicide, which will carry a 21 year prison sentence, after the employees died in a fire at the ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni cold-rolling plant in Turin on December 6, 2007.  (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

14 maggio 2016, ore 11:24 - Questa mattina la procura generale di Torino ha emesso gli ordini di carcerazione per i quattro italiani condannati per il caso Thyssenkrupp. Alcuni di loro, secondo quanto si apprende, si sono già presentati alle forze dell'ordine per la notifica del provvedimento e il successivo ingresso in carcere. Per i due imputati tedeschi si seguirà una procedura differente.

13 maggio 2016, ore 20:52 - Respinta la richiesta del procuratore generale di Torino per un terzo processo. La Cassazione ha confermato le condanne dell'appello-bis nei riguardi dei sei imputati per il rogo alla Thyssen, nel quale, nel dicembre 2007, morirono sette operai.

La pena più alta, 9 anni e 8 mesi, è toccata all'amministratore delegato Harald Espenhahn. Per i manager Marco Pucci e Gerald Priegnitz 6 anni e 3 mesi di reclusione. Condannati anche gli altri dirigenti: Daniele Moroni (7 anni e 6 mesi), Raffaele Salerno (7 anni e 2 mesi) e Cosimo Cafueri (6 anni e 8 mesi).

Oggi è stato confermato il verdetto della Corte d'Assise d'Appello di Torino del 29 maggio 2015. La notizia della sentenza è stata accolta con soddisfazione dai parenti delle vittime. Le mamme, le sorelle e le mogli dei sette operai morti, secondo quanto riportato da Repubblica, hanno così commentatato il verdetto: "oggi ascoltando le richieste del procuratore generale abbiamo pianto di rabbia. Ora possiamo andare dai nostri ragazzi al cimitero e dire che finalmente c'è stata giustizia e ci sono pene severe, anche se il nostro dolore è per sempre".

A far infuriare questa mattina i parenti delle vittime è stata la richiesta del sostituto pg della Cassazione, Paola Filippi. Quest'ultima aveva chiesto l'annullamento della sentenza e della determinazione delle pene del reato di omicidio plurimo per i sei imputati. Ma un processo ter non ci sarà. Dopo otto anni e mezzo la vicenda è chiusa.

Ricordiamo che in primo grado le condanne erano per "omicidio volontario con dolo eventuale" e le pene più severe. Nell'iter processuale le responsabilità degli imputati sono state attenuate.

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