Terrorismo, rilasciato il 23enne Hakim Nasiri: "Innocente, mio padre ucciso da talebani"

Aggiornamento 13 maggio, ore 15.05 - Hakim Nasiri, il presunto terrorista scacerato ieri su ordinanza del gip, ha parlato oggi con i giornalist: "Il video girato nel centro commerciale non era mio, ma di un mio amico che stava facendo shopping e voleva semplicemente far vedere ai suoi parenti dove si trovava". Sulla foto con l'arma: "Il mitra era di plastica. Quella foto è stata una idea del direttore del supermercato in cui lavoravo in Inghilterra, risale a un anno e mezzo fa".

L'uomo racconta: "Mio padre è stato ucciso dai talebani, io ho lasciato in Afghanistan mia madre e una sorella piccola, rimanere nel mio Paese era complicato sia per la presenza dei talebani sia degli americani. Sono venuto in Italia per lavorare, aspetto i documenti, voglio aprire un Internet point oppure darmi allo sport: so giocare molto bene a cricket mi piacerebbe insegnare ai più piccoli a praticare questo sport".

Aggiornamento ore 20.15 - Il gip Francesco Agnino, nell'ordinanza con cui ha rigettato la richiesta di arresto della Dda di Bari nei riguardi di Hakim Nasiri e di altri due afghani sfuggiti alla cattura, evidenzia che il Tribunale di Bari esclude "in maniera decisa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione finalizzata al terrorismo internazionale".

Prosegue il gip: "Nel cellulare di Nasiri Hakim e dalla visione della pagina Facebook sono assenti la riproduzione e la conservazione di scene di martirio, dovendosi quindi escludere che i video e i fotogrammi estrapolati avessero finalità di addestramento e di allenamento personale al jihad". Inoltre Agnino afferma che non ci sono prove "sull'eventuale raccolta di denaro per il finanziamento di attività terroristiche da impiegare direttamente da parte degli asseriti componenti del gruppo di cui il fermato avrebbe fatto parte al fine di mettere il denaro a disposizione di altre cellule combattenti".

12 maggio 2016 - Hakim Nasiri, il 23enne afghano arrestato due giorni fa a Bari, è stato rilasciato oggi dopo l’interrogatorio di convalida del fermo. Il giovane, difeso dall’avvocato Adriano Pallesca, si è avvalso della facoltà di non rispondere e il gip ha deciso di convalidare il suo fermo, ma di non applicare la misura cautelare, facendo di fatto tornare in libertà il giovane.

Restano in carcere, invece, gli altri due giovani arrestati nella stessa occasione, l'afghano Gulistan Ahmadzai e il pakistano Zulfikar Amjad, entrambi accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

L’avvocato Adriano Pallesca, al termine dell’udienza, ha spiegato che l’intera vicenda è stata ingigantita:

É una vicenda ingigantita, un abbaglio preso per la semplice foto di una persona con un mitra giocattolo in mano. Sicuramente il gip ha valutato correttamente la questione, ritenendo che non sussistano i presupposti per contestare un reato così grave a tenere in carcere una persona. Tra gli elementi raccolti contro Nasiri non c'era nulla di concreto che lo riconducesse al terrorismo internazionale, solo video e foto che riproducono momenti di svago.

La Procura di Bari, intanto, ha già annunciato che farà ricorso al tribunale del Riesame contro la scarcerazione di Nasiri.

Terrorismo, 3 persone fermate tra Bari e Milano: “Pianificavano attentati in Italia e UK”

Tre persone, due cittadini afghani e un cittadino pakistano, sono state fermate oggi a Bari e a Milano con l’accusa di terrorismo internazionale, sospettati di far parte di una cellula terroristica vicina ai jihadisti dello Stato Islamico e pronti a compiere attentati tra l’Italia e l’Inghilterra.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, avviate circa sei mesi fa dai carabinieri del comando provinciale di Bari, la cellula sarebbe composta da 5 persone, due delle quali sarebbero già partite per l'Afghanistan nelle ultime settimane.

I tre uomini - due sono stati fermati a Bari, uno a Milano - si stava muovendo per compiere attentati in Italia, Francia, Belgio e Inghilterra. Secondo quanto riferiscono i pubblici ministeri Giuseppe Drago e Roberto Rossi, ai tre viene contestata “preparazione e l'esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini e altri obiettivi civili”.

Non è chiaro, al momento, a che punto fosse la pianificazione di questi attentati, ma gli inquirenti confermano che la cellula aveva già a disposizione diverse armi ed aveva già condotto sopralluoghi in possibili obiettivi, da aeroporti a centri commerciali, passando per alberghi e porti, come confermato dalle foto e dai video rinvenuti dagli inquirenti nei telefoni cellulari in loro possesso.

A finire in manette, stamattina, sono stati il 23enne Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale, il 29enne Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e il 24enne pakistano Zulfiqar Amjad, bloccato invece a Milano. Con loro risultano indagati anche il 30enne Qari Khesta Mir Ahmadzai e il 28enne Surgul Ahmadzai, al momento irreperibili e quasi certamente fuggiti in Afghanistan.

Tutti e cinque, lo riferiscono gli inquirenti, in questi mesi avevano ricevuto il permesso di soggiorno o la protezione umanitaria o sussidiaria. L’indagine era scattata nel dicembre scorso, quando una pattuglia dei carabinieri aveva sorpreso quattro cittadini afghani impegnati ad effettuare riprese all’interno dell'Ipercoop di Santa Caterina a Bari. Quello è bastata per effettuare maggiori approfondimenti e tenere sotto controllo il gruppetto di uomini.

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