Pino Maniaci al contrattacco: “Fango per far chiudere Telejato”

Un’ora di conferenza stampa per il giornalista assistito dagli avvocati Bartolomeo Parrino e Antonio Ingroia

Dopo avere risposto alle domande dei giudici, Pino Maniaci ha indetto ieri una conferenza stampa per chiarire la sua posizione in merito all’indagine che lo vede coinvolto con l’accusa di estorsione. I due avvocati difensori, Bartolomeo Parrino e Antonio Ingroia, lo hanno affiancato e quest’ultimo ha spiegato come nelle intercettazioni diffuse in questi giorni vi sia stato un fraintendimento. Secondo Ingroia, Maniaci non avrebbe chiesto denaro per ammorbidire le sue inchieste sulla mafia, ma solamente “soldi per la pubblicità”.

“Ormai mi avete giudicato e condannato e non fare il sindacalista perché da quello che ho saputo, letto e sentito addirittura il reato già è chiuso, Maniaci è un taroccato, anzi un 'gettonato' abbiamo addirittura i gettoni li mettiamo e facciamo i servizi a favore o meno. Io credo che in questo modo i gettoni li avete voi, ve li danno i carabinieri o la procura, mettete i gettoni e condannate Pino Maniaci”,

si è difeso andando al contrattacco Maniaci. Il direttore dell'emittente di Partinico Telejato, accusato di avere fatto pressioni su sindaco e consiglieri del comune di Borgetto per fare assumere la sua amante, è ritenuto un simbolo dell’antimafia ed era già salito alla ribalta nazionale quando uccisero due suoi cani. All’epoca dei fatti Maniaci denunciò la cosa come un’intimidazione di stampo mafioso, ma successivamente si scoprì che a ucciderli era stato il marito della sua amante.

“Io quei cani li adoravo, quei cani anche a distanza di anni per me sono una ferita aperta. La mia denuncia nei giorni successivi, lo stesso giorno e poi vi dirò una cosa grave, la mia denuncia è stata contro ignoti, perché in quel momento, come abbiamo detto, avevamo sotto mano delle inchieste particolari”,

ha aggiunto Maniaci secondo il quale l’intento di chi lo accusa è di infangare lui per far chiudere Telejato.

In un’intervista rilasciata a Giulio Cavalli di Fanpage, Maniaci mantiene lo stesso spirito combattivo:

“Ecco la polpetta avvelenata, sono riusciti nel loro intento, chiudere Telejato. Inventandosi un reato che nemmeno esiste e sputtanandomi con la mia vita privata con un filmato ad arte che sarei curioso di sapere dai Carabinieri se per caso è stato montato da Federico Fellini”.

Anche sulle immagini in cui Maniaci chiede il denaro al sindaco, il giornalista ha qualcosa da dire:

“Questo è quello che credete. In quel video io chiedo 300 euro e poi faccio il conto di altri 66 che, guarda un po', corrispondono esattamente all'iva del 22%. E infatti c'è una fattura. Ma il filmato appare tutto bello tagliato e incollato facendo vedere ciò che si voleva fare vedere. Osservatelo bene: ad un certo punto c'è il sindaco che guarda la telecamera. Guarda in camera, come nei film”.

Altri 100 euro sono richiesti per la pubblicità del negozio della moglie del sindaco, ma Maniaci invita a verificare come il negozio faccia pubblicità su tutte le televisioni locali, compresa Telejato. Nell’intervista a Fanpage Maniaci parla di un processo già chiuso, con un solo obiettivo far chiudere Telejato per mettere a tacere le sue inchieste scomode, alcune delle quali coinvolgerebbero, a detta di Maniaci, anche uomini della procura.

Su come si svilupperà la vicenda Maniaci sembra essere fiducioso:

"Dal punto di vista penale ne uscirò pulito e in fretta. Per quanto riguarda il processo mediatico sono sicuro che ne uscirò pulitissimo. Ci vorrà tanta fatica e tanto lavoro, ma non ho dubbi".

E in coda all’intervista il giornalista va oltre, convinto che, alla fine, molti di quelli che oggi puntano il dito contro di lui andranno a chiedergli scusa.

Via | Telejato | Askanews | Fanpage

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