Caso Emanuela Orlandi: Cassazione dà l'ok all'archiviazione. La scomparsa della ragazza rimarrà un mistero

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La Sesta sezione penale della Cassazione ha stabilito che non ci sarà alcuna riapertura dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Dunque, è stato rigettato il ricorso presentato dal legale di Maria Orlandi, madre di Emanuela, Pietro Sarrocco. Dopo 33 anni la giustizia mette così la parola fine sulla scomparsa dell'allora 15enne, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia.

La famiglia Orlandi aveva presentato ricorso contro l'ordinanza del 19 ottobre 2015, attraverso cui il gip Giovanni Giorgianni si è espresso per l'archiviazione dell'inchiesta su sei indagati. Per la scomparsa di Emanuela erano finite sotto inchiesta persone legate a Enrico De Pedis, ex capo della Banda della Magliana, ucciso nel 1990.

Ricordiamo che i sei indagati per concorso in omicidio e sequestro di persona erano monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare, Sergio Virtù, autista di Enrico De Pedis, il fotografo Marco Accetti, Angelo Cassani, detto "Ciletto", Gianfranco Cerboni, Sabrina Minardi, già supertestimone dell'inchiesta.

La procura e il gip hanno ritenuto che non fossero stati raccolti i necessari elementi probatori contro gli indagati. Ma la famiglia della ragazza, scomparsa il 22 giugno 1983, aveva chiesto: "supplementi di indagine contrari alla richiesta di archiviazione firmata da Pignatone".

Rimangono pendenti le accuse di calunnia e autocalunnia per Accetti. Quest'ultimo è stato valutato capace di intendere e volere da una perizia psichiatrica, effettuata nelle scorse settimane.

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