Pino Maniaci: "Domani Telejato chiude. Non c'è stata nessuna estorsione"

18:33 - Al termine dell'interrogatorio in procura a Palermo Pino Maniaci, accompagnato dai suoi legali Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, ha tenuto una lunga conferenza stampa nel corso della quale si è detto "incazzato ma sereno" oltre che convintamente innocente.

"Sono amareggiato perchè sono già stato condannato e perchè per notificarmi un divieto di dimora aspettano un'operazione antimafia. Hanno arrestato 10 persone, 10 mafiosi che sono pezzi di merda, che non c'entrano nulla con me, ma sono venuti di notte a prendermi, mi fanno la foto come un delinquente. Il fine è questo: infangare Pino Maniaci e Telejato per arrivare alla chiusura. [...] Non sono un estorsore, quando chiedevo i soldi al sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, erano riferiti a una pubblicità. Non c'è stata nessuna estorsione. E per dimostrarlo ho messo a disposizione dei giudici tre anni di telegiornale di Telejato. Non c'è un solo servizio che dimostri che io abbia abbassato la guardia nei confronti del sindaco di Borgetto o di Partinico. [...] C'è stata una dazione di denaro ma è dovuta a una pubblicità che la moglie del sindaco mette in onda. C'è la fattura."

ha detto Maniaci nel corso della conferenza.

Maniaci ha anche parlato delle presunte pressioni per l'assunzione della sua amante al Comune di Partinico spiegando che lei già lavorava presso il comune con un contratto di servizio civico e lui parlò con il sindaco perchè la donna ha una figlia disabile di 7 anni. Secondo Maniaci la sua incriminazione è dovuta al caso Saguto, un'inchiesta sui custodi dei beni confiscati alla mafia siciliani che amministrano patrimoni milionari.

"Mi hanno fermato per il caso Saguto. [...] Ho chiesto agli avvocati di chiedere a Caltanissetta tutte le intercettazioni che mi riguardano e non stralci ci potrebbero essere intercettazioni tra la Saguto e qualche magistrato, visto che lei sapeva dell'indagine. Insomma, ci hanno provato in tutti i modi, la Saguto di sicuro."

6 maggio 2016, ore 10:44 - Il giornalista di TeleJato Pino Maniaci, indagato per estorsione e sottoposto a divieto di dimora, prima di entrare in tribunale per l'interrogatorio di garanzia con il gip Fernando Sespito, ha dichiarato: "Chiariremo tutto. Risponderò alle domande del gip e darò una spiegazione su tutto quello che mi viene contestato".

Le intercettazioni di Pino Maniaci (video-audio)

4 maggio 2016 - Sta circolando su internet un estratto audio di pochi minuti con alcune delle intercettazioni, telefoniche e ambientali, effettuate dai carabinieri, che riguardano Pino Maniaci. Il giornalista di Telejato, al quale stamattina è stato notificato un provvedimento di divieto di dimora nelle province di Palermo e Trapani, è accusato di estorsione ai danni dei sindaci di Partinico e Borgetto. Effettivamente dalle intercettazioni, seppur parziali, sembra emergere un quadro piuttosto inquietante.

All'inizio del video si vede Maniaci parlare con il Sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, nell'ufficio del primo cittadino. Il giornalista di Telejato, con voce seria, lo avverte che il Prefetto avrebbe pronta una relazione da mandare al Ministero dell'Interno per chiedere lo scioglimento del Comune: "Il prefetto ha una relazione pronta, per mandarla al ministero dell'Interno, per mandarvi tutti a casa. Che ti sembra, che scherzo? Io ti ho avvisato se vuoi continuare a sbagliare, ora vediamo venerdì cos'hai... C'è pronto un rapporto della polizia, mandato in tribunale, per qualche consigliere comunale e per qualche assessore. Il problema è che Riina è con te, non con me".

Dopo avergli fornito questa serie di informazioni, il Sindaco lo interrompe pronunciando solo "Pi..." (come a voler dire "Pino" ndr) e Maniaci lo interrompe a sua volta per parlare di soldi: "Allora 366 più 100 mi devi dare, 466 euro in tutto. Mi servono 466 euro per andare in banca". Nel filmato si vede il Sindaco tirare fuori i soldi dalla tasca, contarli e consegnarglieli. Secondo i Carabinieri questo sarebbe stato un episodio di estorsione ai danni del Sindaco, che avrebbe pagato il giornalista per fargli "ammorbidire" inchieste e servizi televisivi. Secondo la versione di Maniaci, invece, da verificare ovviamente, il Sindaco gli avrebbe pagato uno spazio pubblicitario per il negozio della moglie. Secondo i carabinieri questo sarebbe stato un modo per mascherare l'estorsione.

In un altro stralcio presente in questo mix pubblicato dai carabinieri, si sente una donna parlare con soddisfazioni a Maniaci di un'assunzione al comune di Partinico. Secondo la versione ufficiale la donna a parlare sarebbe la presunta amante del giornalista, alla quale l'uomo risponde tronfio: "Si vede che Salvo (Salvatore Lo Biundo, sindaco di Partinico ndr) ha fatto il suo dovere. Ora stamattina lo devo vedere perché gli devo fottere altre 50 euro. Ora passo dall'ufficio del sindaco, da stu "curnutu" e vedo di fottergli 100 euro, così ti compri i vestiti per te e i tuoi figli".

Lo Biundo ha confermato questa circostanza nell'interrogatorio dei carabinieri, parlando delle pressioni ricevute da Maniaci per far assumere la sua amante: "Alla scadenza, non poteva essere rinnovato ma Maniaci diceva che dovevamo farla lavorare a tutti i costi e allora io e alcuni assessori ci siamo autotassati per pagarla". Quello che emerge è un quadro sconcertante di presunte minacce ai primi cittadini di Borgetto e Partinico per ricevere soldi e favori.

Sempre in un'altra intercettazione telefonica si sente Maniaci parlare con la sua amante dell'uccisione dei suoi cani, trovati impiccati. In quell'occasione, era il dicembre scorso, venne anche danneggiata l'automobile di Maniaci che andò a denunciare l'accaduto ai carabinieri. A Telejato il giornalista parlò di un'intimidazione della Mafia per le sue inchieste, mentre al telefono con l'amante mostrava di sapere che il responsabile dell'uccisione dei cani e del danneggiamento della autovettura era stato proprio il marito della sua amante: "Gioia ora succede il bordello, perché ora non è che esce che li ha ammazzati G*** B**. Ora esce che è un atto intimidatorio a Pino Maniaci! Ora la scorta mi danno!".

Poco dopo Maniaci riceve una telefonata da un suo collaboratore di Telejato e gli ribadisce "la sua versione ufficiale" secondo la quale si sarebbe trattato di un atto intimidatorio. Per questo episodio Maniaci ricevette la solidarietà di molti esponenti politici e della società civile, anche da parte del Premier Matteo Renzi. Anche la telefonata con Renzi è finita nelle intercettazioni, così come quella successiva, sempre con la sua amante, nella quale Maniaci spara a zero proprio su Renzi e su tutte le altre istituzioni.

Pino Maniaci

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