Omicidio Vanessa Russo, Doina Matei: "Non sapevo di non poter usare Facebook"

Oggi a Venezia c'è stata la prima udienza del tribunale di sorveglianza riguardante la condotta di Doina Matei, la donna rumena che uccise Vanessa Russo il 26 aprile 2007 conficcandole la punta di un ombrello in un occhio. Lo scorso 13 aprile il tribunale di sorveglianza le revocò la semilibertà dopo che "Il Messaggero" scovò su Facebook il suo profilo, pubblicando in rete e sul giornale le foto che la giovane donna aveva condiviso con i suoi amici. Vedere un'assassina in posa con il costume da bagno, oppure sorridente davanti ad un bel panorama, scandalizzò l'opinione pubblica che, evidentemente, non capisce quanto sia importante reinserire gradualmente nella società i condannati.

La donna oggi ha rilasciato una dichiarazione spontanea durante l'udienza: "Non sapevo di non poter usare Facebook e l'ho fatto per contattare i miei figli, senza voler urtare alcuna sensibilità. Non userò più i social". Poi ha proseguito "Ho capito di aver compiuto una leggerezza, non pensavo che per una foto pubblicata su un giornale scoppiasse tutto questo scandalo. Chiedo scusa a tutti, anche alla famiglia di Vanessa Russo, so che non mi perdonerà mai ma la mia è un’espiazione interiore". I suoi legali hanno invece sottolineato nuovamente la sua condotta irreprensibile in carcere, la stessa che gli ha permesso di accedere al regime di semilibertà.

Il Procuratore Generale ha chiesto al Giudice di Sorveglianza di ripristinare il regime di semilibertà sostenendo che "il suo comportamento non è un vulnus al processo di rieducazione".

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