Costa Concordia, chiesti in appello 27 anni per Schettino

Francesco Schettino, il capitano della Costa Concordia, nave naufragata il 13 gennaio del 2012, è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione, ma è ancora libero perché non c’è per lui pericolo di fuga. I Pm hanno annunciato a settembre dello scorso anno il ricorso in appello, non ritenendo congrua la pena che gli è stata inflitta.

Il sostituto procuratore generale di Firenze, Giancarlo Ferrucci, ha chiesto ora 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto per Schettino nell’udienza di appello.
In particolare, il pg chiede:
- 9 anni di reclusione (8 anni di pena base più aggravante della colpa cosciente) per naufragio colposo (in primo grado ne sono stati dati 5)
- 15 anni per omicidio colposo plurimo e lesioni plurime colpose (32 morti e decine di feriti), compresa l'aggravante di colpa cosciente che in primo grado non era stata accordata a questa imputazione (la condanna in primo grado per questo reato è stata invece di 10 anni)
- 3 anni per abbandono di persone incapaci a bordo della nave (in primo grado è stato dato un anno)
- 3 mesi di arresto per false informazioni alla capitaneria di porto.

Il pg Ferrucci ha inoltre respinto le richieste avanzate dalla difesa tra le quali la riapertura del dibattimento per interpellare il cartografo Simone Canessa e gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica che si trovavano alla plancia di comando, più il timoniere Jacob Rusli Bin. Respinta anche la richiesta di un confronto tra Ciro Ambrosio e Schettino.

Ferrucci, durante la sua requisitoria, ha detto, parlando del processo di primo grado:

“La procura di Grosseto ha scelto la colpa cosciente, scelta del tutto corretta che però non è stata condivisa dal tribunale, che dice che non vi è la piena prova che Schettino abbia previsto il rischio della morte di persone dopo l'urto. Il grado della colpa riguarda il singolo. Il ruolo dominante va adeguatamente sanzionato in termini di pena per questo chiedo 27 anni di reclusione e tre mesi di arresto

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