Santa Maria Capua Vetere: appalti truccati per favorire i Casalesi. Stefano Graziano si autosospende dal PD

19.15 - Stefano Graziano, presidente del Partito Democratico in Campania e consigliere regionale a Caserta, si è autosospeso dall’incarico in seguito alla perquisizione di oggi nella sua abitazione nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli:

Nell'esprimere la massima fiducia nell'operato della magistratura, con grande sofferenza comunico la mia autosospensione dal Partito Democratico in attesa di chiarire, al di là di ogni anche generico sospetto, la mia posizione. Ho sempre agito, nel corso della mia carriera politica nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e legalità, per me imprescindibili regole di vita. Pertanto ho conferito mandato al mio legale di attivarsi presso la Procura napoletana perché al più presto venga fissato un interrogatorio nel corso del quale potrò fornire ogni spiegazione sui fatti che l'Autorità giudiziaria riterrà di dover approfondire, confermando la mia totale estraneità a qualsiasi vicenda illecita.

14.30 - Corruzione con l'aggravante di aver favorito i Casalesi. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti funzionari comunali, imprenditori e professionisti di Santa Maria Capua Vetere. Nello scandalo è scivolato anche il Pd campano.

Secondo gli ultimi lanci di agenzia, oggi è finito in carcere Biagio Di Muro, ex sindaco del comune del Casertano. Con lui sono state arrestate altre otto persone, tra cui sembrano esserci anche dei docenti universitari, Come se non bastasse, poi, il presidente dei democratici della Campania, Stefano Graziano, ha subito una perquisizione nella sua abitazione.

L'inchiesta odierna rivela pesanti collusioni tra i clan e pezzi dello Stato. A tale proposito, impressiona che nel capo di imputazione di uno dei fermati, Alessandro Zagaria (omonimo della famiglia camorrista) si faccia riferimento ad altre amministrazioni locali da corrompere.

Ricordiamo che il padre del sindaco Di Muro ha già avuto problemi con la giustizia. Nicola, esponente della Democrazia Cristiana, fu condannato per tangenti e gli fu confiscato lo storico palazzo Teti Maffuccin. E proprio intorno allo storico edificio sarebbe stato scoperto un nuovo giro di mazzette.

Gli indagati dovranno rispondere a vario titolo dei reati di turbativa d’asta e corruzione, con l’aggravante di aver agevolato la camorra. L’indagine è partita dall’appalto per i lavori di consolidamento di Palazzo Teti. La gara, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, sarebbe stata vinta da un insieme di imprese sospettate di essere vicine al clan di Michele Zagaria.

Tra gli arrestati c'è anche il funzionario del Comune di Santa Maria Capua Vetere, Roberto Di Tommaso, per il quale il gip di Napoli ha optato per i domiciliari.

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