Napoli, raffiche di kalashnikov contro il comando di Carabinieri di Secondigliano

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E' passata da poco la mezzanotte del 20 aprile a Secondigliano quando di fronte al comando dei Carabinieri di via del Macello a Napoli si scatena l'inferno: 25 colpi sparati con un kalashnikov contro la facciata dell'edificio, che mandano in frantumi vetri e lasciano uno scenario quasi da guerra.

Gli assalitori colpiscono con almeno due diversi fucili mitragliatori, sono in quattro gli uomini che le telecamere di sicurezza riprendono mentre si scatena il fuoco contro l'Arma: fori di proiettile sulla facciata, sull'ovale sopra il portone, vetri rotti al piano terra e al primo piano, ma anche nelle auto private dei carabinieri parcheggiate davanti alla caserma. Un rumore che sveglia l'intero quartiere.

Si chiama "stesa" e nel gergo della camorra è esattamente ciò che è stato descritto sopra: colpi all'impazzata, una dimostrazione di violenza e potere.

"Non ci facciamo intimidire, l'azione di questa notte dimostra che la presenza dell'Arma sul territorio è incisiva e che le continue e martellanti operazioni di polizia giudiziaria danno fortemente fastidio e continueranno in maniera sempre più marcata. [...] Con molta probabilità a sparare sono stati ragazzi molto giovani ai quali dico: deponete le armi, la vita non è un videogioco o uno slogan sui social".

sostiene il generale dei Carabinieri De Vita in una nota scritta pubblicata da Repubblica. L'Arma sta indagando, cerca di capire che cosa sia successo, chi sia il mandate e chi l'esecutore del fatto.

Per ora le ipotesi investigative sono tante. Come tanta è stata la paura, questa notte a Secondigliano.

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