Piombino, i dubbi del Tribunale del Riesame sulla presunta infermiera killer

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Ad un mese dalla scarcerazione di Fausta Bonino, la presunta infermiera killer di Piombino, il Tribunale del Riesame di Firenze ha pubblicato le motivazioni alla base della sua decisione. Secondo i giudici, infatti, gli indizi a carico dell'infermiera non sarebbero "gravi", "precisi" e "concordanti" come previsto dall'art. 273 del codice di procedura penale, che prevede la carcerazione preventiva per un imputato solo se a suo carico sussistono gravi indizi di colpevolezza.

In buona sostanza, i giudici del Tribunale del Riesame non sono affatto convinti che l'inchiesta condotta dalla Procura di Livorno e dai carabinieri dei Nas sia solida come gli stessi hanno lasciato ad intendere quando lo scandalo è scoppiato.

Piombino, scarcerata l’infermiera presunta killer


20 Aprile 2016

Fausta Bonino, infermiera dell’ospedale Villamarina di Piombino, sospettata di essere l'autrice di 13 omicidi, è stata rimessa in libertà. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Firenze annullando l’ordinanza di custodia cautelare sulla base della quale lo scorso 31 marzo la donna era stata incarcerata.

L’avvocatessa Cesarini Barghini, legale di Fausta Bonino, ha confermato che la sua assistita lascerà il carcere, anche se non sa ancora se sarà rilasciata a piede libero o se andrà agli arresti domiciliari, ma, ha commentato:

“l’importante è che l’abbiamo tirata fuori dal carcere”

La donna ha già lasciato il carcere di Pisa dove era detenuta, ha chiamato il marito Renato Di Biagio e gli ha chiesto di andare a prenderla. Lei e i suoi famigliari hanno sempre sostenuto la totale estraneità ai fatti che le sono stati imputati.

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