Delitto Varani a Roma, la madre di Foffo: "credo nella sincerità di Manuel"

La madre di Manuel Foffo, il ragazzo in carcere con l’amico Marco Prato, per il barbaro omicidio del 22enne Luca Varani, avvenuto il 4 marzo scorso a Roma, prova a difendere il figlio. In una intervista a la Repubblica la donna, che vive nello steso stabile in cui si è consumato il delitto, in un appartamento sotto a quello del figlio, spiega innanzitutto che Manuel “non mi ha mai chiesto degli stracci per pulire casa sua. Non è vero. Sono sua madre, posso dire di conoscerlo davvero: se fosse stato fuori di testa me ne sarei accorta. Ora, però, devo accettare quello che è successo".

Luca Varani secondo gli inquirenti venne seviziato e ucciso da Foffo e Prato al culmine di una tre giorni di cocaina, farmaci e alcol. Daniela Pallotto ha visto suo figlio Manuel l’ultima volta due settimane fa. Riportiamo parte dell’intervista alla donna che ha scelto di parlare con i giornalisti dopo oltre un mese di silenzio.

Come ha trovato suo figlio?
"L'ho visto sofferente. Non mi ha raccontato niente di quello che si è detto con i carabinieri. Con me ha voluto parlare della sua infanzia. Abbiamo ripercorso insieme alcuni ricordi".

Non le ha domandato di Marco Prato e della vittima, Luca Varani? Lei li conosce?
"Mai conosciuti. Non erano nel gruppo degli amici storici di mio figlio. Su questa sono sicura. Non ho mai visto nessuno dei due. E poi, mi chiedo, cosa ci faceva un 22enne a casa mia? Manuel ne ha 29 e frequentava sempre i suoi coetanei".

Vuol dire che suo figlio è stato vittima di una trappola architettata da Prato?
"Io credo a Manuel, alla sua onestà e alla sua sincerità. Tutto quello che ho sentito mi sembra anomalo, impossibile. Ho sempre visto mio figlio come un ragazzo maturo e responsabile per l'età che ha. Dentro di me non riesco ancora a elaborare quello che è successo sopra la mia testa".

Ma davvero non si è accorta di nulla?
"Niente. Nessun rumore".

Ma suo figlio l'avrà visto almeno una volta in quei giorni.
"Sì, l'ho visto più di una volta. Ma non mi è mai sembrato agitato. Di pettegolezzi e di voci ne ho sentite tante. Ma se fosse stato davvero male, il sabato mattina non sarebbe venuto con me al funerale dello zio. Manuel invece c'era e si è fatto trovare al portone alle 7.30, è sceso prima di me".

Lì Manuel si è confessato con il padre e insieme hanno deciso di andare dai carabinieri. A lei aveva detto qualcosa?
"No, non mi ha detto niente. Non conosco il rapporto di mio figlio con il padre. Con mio marito ci siamo separati con tante difficoltà. Io non vado in giro a descrivere com'era Manuel in quelle ore. Non sono stata mai stata una mamma invadente. Ma ci sono sempre stata per lui e ci sarò se mi chiederà aiuto. Ho una verità dentro di me che mi dice che quello che è accaduto è solo un'assurdità".

Una vittima, però, c'è. Ha sentito i genitori di Luca Varani?
"No, non li conosco. Non so niente. Mi sembra tutto così strano. Manuel, nonostante tutti i problemi in famiglia, ha ricevuto un certo tipo di educazione. E la sua indole non cambia. Mi ha fatto sentire sempre protetta. Ora cerco di ricambiare".


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