Strage di Erba: chi è Edoardo Montolli, l’autore de “Il grande abbaglio” -ultima parte-


Poi, mentre si dedica alla stesura del libro “Cara Cronica”, accetta dal direttore di Cronaca Vera Giuseppe Biselli l’incarico di curare la rubrica “L’avvocato del diavolo”, in cui scrive di delitti irrisolti. Come nel caso del cosiddetto mago di Garlasco, di cui a settembre Montolli pubblica dichiarazioni esplosive sulla morte di Chiara Poggi pur prendendolo con le pinze (lo stesso mago, Fabio Schilingi, su cui tre mesi più tardi Repubblica vanterà, nientemeno, di fare uno scoop intervistandolo).

Lavora in un ufficio pieno di carte e di qualche migliaio di giornali. Schivo, attento solo alle storie. Sembra un gangster per come si veste. E uno dei suoi migliori amici, Andrea G. Pinketts, lo ha sottolineato nell’ultimo suo noir, “Ho fatto giardino”, inventandosi il personaggio che gli fa il verso, Edoardo Montoya, giornalista investigativo di Maxim che indaga sulle cavie. Ne “Il grande abbaglio”, scritto con Felice Manti de "Il Giornale", si sostiene l’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, carte alla mano.

Credo, che, dandogli un’occhiata, forse qualcuno potrà farsi un’idea diversa della vicenda. Montolli non si sarebbe imbarcato in un’avventura del genere senza essere più che certo di quello che scriveva. E i soldi del libro c’entrano ben poco, visto che in Italia a scrivere libri, riusciranno a campare in dieci. E a cambiare macchina, in venti.

La vicenda dei coniugi Romano fa venire in mente in’altro caso in cui un innocente fu messo alla gogna di cui guarda caso si occupò proprio Montolli per primo. Scrisse che Carmine Belli non poteva essere il mostro di Arce nonostante l’Uacv, fiore all’occhiello della scientifica, avesse prove granitiche. Lo presero per pazzo. Talmente pazzo che Belli fu assolto in tutti e tre i gradi di giudizio.

I suoi romanzi sono stati recentemente acquisiti dal Giallo Mondadori. Da leggere. Così come vi consiglio “Fratelli d’Italia”, Bur, di Ferruccio Pinotti. Dove appare una lunga e inquietante intervista di Montolli ad un killer di Cosa Nostra. Tutto questo per capire di fronte a che genere di personaggio siamo. Alla fine un giornalista che sa fare il suo mestiere. Che di sicuro s’incazzerà una volta che leggerà questi post, dato che non ama particolarmente apparire.

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