Sardegna: 17 misure cautelari per appalti truccati. Coinvolti imprenditori e politici

Sospetto giro di appalti truccati in Sardegna. E' arrivata una nuova ondata di arresti disposti dalla procura di Oristano, che già ad aprile dell'anno scorso portò in carcere 21 persone tra professionisti e amministratori locali.

Alle prime luci dell'alba, la Guardia di Finanza di Oristano e i Carabinieri di Tonara hanno eseguito 17 arresti, di cui 3 in custodia cautelare in carcere, 13 arresti domiciliari e un obbligo di dimora. Tra i fermati, secondo quanto riportato dal quotidiano l'Unione Sarda, ci sarebbero anche due consiglieri regionali di Forza Italia, Antonello Peru e Angelo Stochino, già indagati nell'ambito della prima tranche dell'inchiesta.

L'inchiesta è stata denominata dai media locali "Sindacopoli" e non sono esclusi altri colpi di scena. Intanto, segnaliamo che i provvedimenti restrittivi hanno interessato rappresentanti di primo piano della politica regionale, imprenditori, professionisti, funzionari dell'Anas.

Gli inquirenti sostengono che funzionari di enti pubblici, insieme a imprenditori e professionisti, abbiano creato un rodato sistema illecito nell'attribuzione degli appalti. Sarebbero stati corrotti anche pubblici funzionari.

La gestione degli appalti, secondo le indagini, sarebbe passata attraverso un intermediario-faccendiere, che, avrebbe svolto una massiccia attività di corruzione. Per gli inquirenti, questo sistema: avrebbe pilotato gli appalti pubblici dei lotti 3 e 8 della Sassari-Olbia, aggiudicati rispettivamente per una cifra pari a 70.775.409 euro e di 57.366.243 di euro; viziato le gare per l'assegnazione dei servizi tecnici di progettazione di due porticcioli turistici in Ogliastra (Tertenia e Tortolì); assegnato molti appalti minori per incarichi di progettazione di opere pubbliche e/o consulenze di varia natura.

Le tangenti, dicono le indiscrezioni, sono state pagate in Italia, ma anche all'estero. Erano riconducibili a emissioni di fatture false, messe in circolazione dal faccendiere nei confronti delle imprese aggiudicatarie degli appalti, o a imprese collegate.

Nel rapporto degli inquirenti è anche messo nero su bianco che era prevista una tangente di 800 mila euro per i politici-funzionari pubblici corrotti, mascherata dietro un contratto fittizio per prestazioni professionali di vario genere da rendere nell'abito dell'appalto stesso.

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