Piombino, l'infermiera arrestata per 13 omicidi resta in carcere

Aggiornamento ore 21:57 - Il giudice per le indagini preliminari di Livorno Antonio Pirato ha deciso che l'infermiera Fausta Bonino deve restare in carcere, respingendo la richiesta di scarcerazione e, in subordine, di arresti domiciliari, fatta dalla difesa. L’avvocatessa Cesarina Barghini, legale dell’infermiera, ha annunciato ricorso al tribunale del riesame di Firenze contro la decisione del gip.

6 aprile 2016 - La Procura di Livorno ha dato parere negativo al giudice per le indagini preliminari circa la scarcerazione di Fausta Bonino, infermiera accusata di aver ucciso 13 pazienti dell’ospedale di Piombino in cui lavorava. Secondo il pm non ci sono le condizioni per rimettere in libertà la donna, che ora è detenuta presso il carcere Don Bosco di Pisa. La Procura si è opposta anche alla proposta di arresti domiciliari proposta in subordine dall’avvocatessa Cesarina Barghini che difende l’infermiera.
Secondo la Procura c’è il rischio che la dona inquini le prove o reiteri il reato.

Fausta Bonino: "Sono innocente, lo giuro sui miei figli"


Lunedì 4 aprile 2016

Aggiornamento ore 15:00 - Fausta Bonino, l’infermiera arrestata a Piombino perché sospettata di omicidio seriale, nel corso dell’interrogatorio di oggi davanti al giudice per le indagini preliminari nel carcere di Pisa ha detto:

“Giuro sui miei figli che sono innocente”

L’interrogatorio di garanzia è durato due ore e mezzo, la donna è stata assistita dall’avvocatessa Cesarina Borghini, mentre le domande sono state poste dal procuratore capo di Livorno Squillace Greco e dal pm Mannucci.

4 aprile - Si terrà oggi l'interrogatorio di garanzia dell'infermiera arrestata a Piombino. La donna è accusata di 13 omicidi. Il suo avvocato difensore ha così dichiarato: "Oggi finalmente potrà difendersi e io chiederò gli arresti domiciliari anche se è innocente, perché se fosse libera rischierebbe per la sua incolumità visto che il clamore mediatico di questa vicenda ha determinato la condanna unanime dell’opinione pubblica nei suoi confronti".

Infermiera arrestata per 13 omicidi a Piombino, si indaga su altri casi


2 aprile

- Proseguono le indagini su Fausta Bonino, l'infermiera di Piombino arrestata con l'accusa di aver ucciso 13 pazienti con iniezioni di eparina. Gli investigatori non possono escludere che la presunta killer seriale si sia macchiata di altri omicidi oltre a quelli già oggetto dell'inchiesta che quindi potrebbe allargarsi. I Nas dei carabinieri, come riporta Il Tirreno, stanno passando al setaccio vecchie cartelle cliniche alla ricerca di casi sospetti.

Intanto il procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco spiega: "Dovevamo fermarla, non potevamo rischiare che ci fosse qualche altra vittima". Anche per il gip la Boninio avrebbe potuto uccidere ancora, così come avrebbe potuto inquinare le prove. Del resto, stando agli accertamenti eseguiti fin qui, la donna aveva cercato di depistare le indagini provando ad allontanare da lei ogni sospetto e ipotizzando che un estraneo, che aveva accesso al reparto rianimazione, avesse compiuto gli omicidi dei pazienti dell'ospedale Villa Marina di Piombino.

Chi indaga sta tra l'altro mettendo insieme le testimonianze dei colleghi, degli amici dell'arrestata e quelle dei parenti delle vittime. Lei, l'infermiera originaria di Savona ma da anni in Toscana, respinge le accuse e dice di essere un "capro espiatorio". Sul suo capo pende la pesante accusa di omicidio volontario plurimo. L'interrogatorio di garanzia della donna ci sarà lunedì 4 aprile in carcere a Pisa.

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