L'infermiera di Piombino presunta serial killer: io capro espiatorio

Aggiornamento ore 13.00 - L'avvocato di Fausta Bonino, le cui parole sono riferite dall'Ansa, a proposito dell'arresto della sua assistita afferma: "Al di là del fatto che la signora Bonino si proclama innocente con tutte le sue forze e non si spiega come si sia potuta formulare un'accusa così infamante, quello che mi sorprende e' la sicurezza con la quale, in difetto di prove certe o quantomeno di un patrimonio di indizi idonei, si stia attribuendo alla mia assistita una condotta così efferata e, sulla base di questa insufficienza, si sia potuti arrivare ad una misura eccezionale come la custodia cautelare in carcere". Secondo l'avvocato Cesarina Barghini inoltre "le si stanno attribuendo 13 eventi di somministrazione di eparina, quando in realtà gli approfondimenti sulla causa delle morti sono stati fatti solo in relazione a 2/3 casi" e e "senza un contraddittorio".

Fausta Bonino, l'infermiera di Piombino accusata di aver dato la morte a 13 pazienti tra i 55 e gli 80 anni con iniezioni di eparina, dal carcere dice di essere solo un capro espiatorio. L'infermiera presunta serial killer, di 55 anni, è considerata responsabile del reato di omicidio premeditato continuato e aggravato dalla crudeltà, delitti che sarebbero stati commessi tra il 2014 e il 2015.

Le vittime erano tutte ricoverate, per diverse patologie, nell'unità operativa di Anestesia e rianimazione dell'Ospedale civile di Villa Marina di Piombino dove la donna lavorava. Secondo quqnro riporta il Corriere della Sera l'infermiera dal penitenziario di Pisa in cui è rinchiusa si sarebbe difesa dicendo:

"Avevano bisogno di un capro espiatorio, un colpevole. E' toccato a me".

Il figlio di una paziente a cui l'infermiera avrebbe iniettato una massiccia dose di eparina nella sua denuncia ha detto che la donna prima di allontanarlo mentre somministrava il farmaco, fuori terapia, afferma: "Così almeno dorme". A imprimere un'accelerazione alle indagini sarebbe stata proprio questa testimonianza. Il figlio dell'anziana due settimane dopo la morte della madre ha fatto un reclamo spiegando di:

"aver assistito, intorno alle 19.10 del giorno del decesso, alla iniezione nel braccio della madre di un liquido trasparente da parte di un'infermiera"

infermiera che lo stesso figlio della paziente defunta in sede di riconoscimento fotografico identificherà "nella Bonino" precisano i magistrati. Ci sono poi le intercettazioni in corsia. In una "ambientale" si sente l'infermiera arrestata che a una collega dice:

"Cremano una donna morta? Meglio per noi". In altre conversazioni intercettate Fausta Bonino cerca di depistare le indagini, sospettando che il responsabile dei decessi anomali sia un fantomaticoestraneo che aveva le chiavi ed entrava nel reparto di rianimazione di nascosto. In un altro dialogo Bonino dice

"Vedrai mi fregano, domani mi mandano in galera"

sentendo ormai il fiato degli inquirenti sul collo.

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