Commento razzista su Facebook, denunciato 40enne torinese

L’uomo aveva gioito per la morte di un ragazzo avvenuta in un incidente stradale

LONDON, ENGLAND - MARCH 25:  In this photo illustration the Social networking site Facebook is displayed on a laptop screen on March 25, 2009 in London, England. The British government has made proposals which would force Social networking websites such as Facebook to pass on details of users, friends and contacts to help fight terrorism.  (Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

Un torinese di 40 anni è stato denunciato per diffamazione aggravata da odio razziale dopo avere postato sul proprio account Facebook un commento nel quale manifestava la propria gioia per il decesso di un giovane diciassettenne, morto dopo un incidente stradale avvenuto a Siracusa.

La vicenda risale a tre mesi fa, quando il diciassettenne Stefano Pulvirenti muore in seguito ai traumi riportati in un incidente occorsogli mentre guidava il suo scooter. Poche ore dopo la morte del giovane siciliano sul profilo di un quarantenne di Settimo Torinese compare il seguente status:

“Sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere. Quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo. Peccato che ero al nord, altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro di voi oggi?”

L’inaudita violenza del commento su Facebook non passa inosservata. Lo status fa il giro del web e non passa molto tempo prima che venga presentata una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa che apre un’indagine coordinata dal procuratore Francesco Paolo Giordano e dal sostituto Antonio Nicastro.

Il profilo Facebook risulta falso, ma grazie al Nucleo Investigativo Telematico (Nit) si riesce a risalire all’identità dell’uomo che ha pubblicato le frasi razziste: si tratta di un operaio di 40 anni residente nell’hinterland torinese.

All’uomo è stato sequestrato il computer ed è scattata una denuncia per diffamazione aggravata da finalità di odio razziale.

Il procuratore Giordano e il sostituto Nicastro hanno definito “disumana” la vicenda e hanno parlato in termini generali della “povertà morale” come di un grave rischio per “la dimensione umana”.

Via | Corriere

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