Roma, omicidio di Luca Varani: la confessione di Foffo

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Emergono altri particolari agghiaccianti sull'omicidio di Luca Varani a Roma, in un appartamento del quartiere Collatino: a raccontarli questa mattina è il quotidiano Il Messaggero, che riporta alcune indiscrezioni emerse ieri durante gli interrogatori al giovane presunto e reo confesso omicida Manuel Foffo.

Il padre di Foffo, ieri sera, è stato ospite della trasmissione Porta a Porta e la parte più interessante del suo intervento ha riguardato la confessione fattagli dal figlio: "Era strano, imbambolato, non riusciva a parlare e io, da astemio, ho pensato fosse ubriaco...». «Hai bevuto?» gli ho chiesto e lui «No papà, ho preso della cocaina» «Cocaina? Ma ti rendi conto di quanto sei sceso in basso?» «No papà, sono sceso molto più in basso»". La paradossale conversazione tra padre e figlio, che secondo il primo era eroso dal rimorso e non si capacitava di quello che avevano fatto, è avvenuta in auto mentre rientravano dal funerale di uno zio del ragazzo, in Molise.

I due assassini avrebbero anche dormito nell'appartamento dove giaceva il cadavere. Agli inquirenti invece Manuel Foffo (il suo complice, Marco Prato, dopo una lavanda gastrica che gli ha salvato la vita dal suicidio, tentato ingerendo barbiturici, si trova a Regina Coeli in attesa di essere interrogato) ha rivelato alcuni dettagli della terribile mattanza avvenuta nel suo appartamento: "Ci siamo chiusi in casa mercoledì 2 marzo. Non abbiamo mai mangiato né dormito. E abbiamo chiamato più volte lo spacciatore per farci portare la cocaina. Quanti grammi non so, ho speso 1500 euro. Abbiamo bevuto fino a scoppiare. Volevamo vedere fino a dove resistevamo. [...] Eravamo stati chiusi in casa per due giorni, ad assumere di tutto. Usciamo alle 8:30 del mattino. Cerchiamo qualcuno da uccidere. Finché a Marco non viene in mente Luca. Io so poco di lui” scrive il quotidiano Il Messaggero pubblicando quelle che sono solo indiscrezioni e non atti d'indagine.

L'aggancio sarebbe avvenuto con un messaggio su Whatsapp e, quando il giovane Varani è arrivato nell'appartamento, è scattata la mattanza. Scrive il Corriere Roma: "Ricordo che il 4 marzo Marco ha mandato un messaggio WhatsApp a Luca. Quando è arrivato c’è stato quasi un tacito accordo tra me e Marco: gli abbiamo offerto alcol nel quale aveva versato Alcover. Poi Luca ha sofferto tanto, lo abbiamo davvero torturato [...] non sono stato in grado di fermarmi. Ci dicevamo solo che dovevamo ammazzarlo" ha spiegato Foffo agli inquirenti.

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