Pietro Maso ricoverato in clinica psichiatrica per turbe mentali

Le sorelle si sentono minacciate da lui.

Pietro Maso indagato

Pietro Maso torna a far parlare di sé ed è già la terza volta quest’anno: prima la lettera al Papa, poi le accuse di tentata estorsione ai danni delle sorelle Nadia e Laura, e ora il ricovero in una clinica psichiatrica di Verona per turbe mentali.

L’uomo che nel 1991, quando aveva 19 anni, uccise senza pietà i suoi genitori, ha scontato 22 dei 30 anni di carcere a cui era stato condannato, dal 2013 è libero e già dal 2008 usufruiva della semilibertà.

Negli ultimi anni si è sposato e poi ha divorziato ed è andato a tentar fortuna in Spagna, ma i piani non sono andati come voleva e ora, a causa della separazione, della disoccupazione e dell’instabilità economica, è in piena crisi personale e le sue condizioni si sono aggravate negli ultimi giorni tanto da richiedere il ricovero.

La notizia è stata confermata da don Antonio Mazzi che si è interessato alla sua vicenda manifestandogli la sua disponibilità ad accoglierlo nella comunità Exodus, in quanto ritiene che non vada lasciato da solo.

Intanto le sue sorelle si sentono minacciate perché quando una di loro, Nadia, l’ha incontrato lo scorso dicembre nella sede di Telepace a Cerna, in provincia di Verona, lo ha trovato in “stato confusionale” e in pieno “delirio di onnipotenza” come nel periodo in cui uccise i loro genitori. Per questo si è molto spaventata e negli ultimi giorni i carabinieri di San Bonifacio hanno dovuto intensificare i controlli e la protezione di Nadia e Laura perché pare che Pietro Maso abbia detto di voler “finire il lavoro cominciato 25 anni fa”.

  • shares
  • Mail