Messico, la figlia de "El Chapo": "Dopo l'evasione è stato negli Usa due volte"

Rosa Isela Guzmán Ortiz, figlia di El Chapo Guzman, svela che suo padre, dopo essere scappato dal carcere di massima sicurezza di El Altipiano nel 2015, "è andato due volte negli Stati Uniti". Ricordiamo che il boss del narcotraffico è stato fermato per la prima volta nel 2014. Da allora è evaso, poi di nuovo fermato, poi ancora evaso e infine arrestato nel gennaio scorso.

La figlia de El Chapo ha rilasciato le sue dichiarazioni al Guardian. Rosa ha detto alla testata britannica di aver avuto ospite suo padre in California l'anno scorso, e che alcuni funzionari messicani lo hanno aiutato ad attraversare il confine. Segnaliamo che negli Usa è residente una parte della famiglia del boss.

Ma la cosa più interessante dell'intervista è che Rosa ha tirato in ballo la politica. La 39enne figla del "re dei narcos" ha affermato che alcuni politici messicani hanno deciso di accetare donazioni da parte del padre per le loro campagne elettorali. In cambio, Guzman avrebbe avuto agevolazioni per fuggire dalla detenzione.

“Mio padre non è un criminale. È il governo che è colpevole”, ha dichiarato Rosa. E il suo è senz'altro un messaggio a tutti i politici messicani collusi con le attività illegali del boss. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, anche il presidente Pena Nieto dovrebbe stare attento ora. Se non lui, si vocifera che qualcuno del suo entourage possa avere avuto contatti con il narcos.

C'è un altro interrogativo da porsi. Se è vero che il boss è stato due volte negli Usa, come è possibile che le autorità americane non si siano accorte di nulla? Eppure sono perfettamente a conoscenza del fatto che una parte importante della famiglia di Joaquin Guzman risiede in territorio statunitense.

E' fondamentale in questi casi andare oltre la cronaca. Gli incontri con Sean Penn, la relazione con Kate del Castillo o le dichiarazioni di Rosa, dovrebbero aprire interrogativi e non incoraggiare morbosità. Il boss, mandante di migliaia di omicidi, aveva un potere e una libertà di movimento che fanno sospettare sull'atteggiamento tenuto dalle autorità competenti. E la sua storia va inquadrata nella vicenda di un paese, il Messico, segnato da una profonda violenza che affonda le sue radici in questioni sociali mai risolte.

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