"Incitarono figlia 16enne al suicidio": chiesto processo per i genitori a Forlì

I pm: ragazza umiliata dai genitori anche dopo la morte: "nuda in sala mortuaria e senza funerale".

Suicidio figlia genitori a processo

Avrebbero cresciuto la figlia sottoponendola e continue umiliazioni, in totale solitudine e inducendola persino al suicidio. La ragazza, di 16 anni, si è tolta la vita gettandosi dal tetto di un liceo classico di Forlì il 17 giugno del 2014. Con questa accusa per i genitori della giovane è stato chiesto il rinvio a giudizio.

La ragazza secondo la ricostruzione degli investigatori versava in uno stato di profondo disagio, in tre anni uscì di casa tre volte. Mamma e papà gli avevano fatto presente a più riprese che "era una figlia non voluta" e alla sua morte non le fecero nemmeno i funerali. I pubblici ministeri di Forlì accusano i due genitori di maltrattamenti e istigazione al suicidio. Ora la posizione dei genitori devono essere valutata vagliata dal giudice per l'udienza preliminare.

Per gli inquirenti la 16enne viveva in un ambiente di totale deprivazione affettiva e di "totale svalutazione della personalità". Alla ragazza veniva detto che non meritava nessuna fiducia, era costretta a rintanarsi nella sua stanza "a vivere di studio e in totale solitudine" sostengono i pm.

Alla ragazza inoltre, sempre secondo l'accusa, non era permesso di usare Internet e di coltivare rapporti sociali. Per lei c'erano solo offese e punizioni. Quando le venne impedito di fare un viaggio in Cina che aveva programmato per l'estate la ragazza disse che voleva uccidersi e i genitori per tutta risposta l'avrebbero sfidata a compiere l'estremo gesto.

Anche dopo la morte i genitori - si legge nelle carte dei pm - avrebbero proseguito con il loro atteggiamento sprezzante "lasciandola nuda e senza vestiti in cella frigorifera per giorni, impedendo ad amici e parenti di visitarla presso la camera mortuaria". Neanche un funerale in chiesa, scrivono i magistrati, i genitori disposero infatti che "la salma venisse cremata senza alcuna visita e senza alcun sentimento di pietà per la defunta".

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