Tratta di esseri umani: 6 condanne a Palermo

L'indagine ha dimostrato l'esistenza di un'organizzazione criminale dedita al traffico di esseri umani grazie ad un 'pentito': è la prima volta in Italia

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Per la prima volta in Italia un tribunale ha potuto accertare l'esistenza di un'organizzazione dedita al traffico di esseri umani grazie all'aiuto di un collaboratore di giustizia. È successo a Palermo dove il GUP Angela Gerardi ha condannato 6 africani con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, con pene comprese tra i 2 ed i 6 anni di carcere. I condannati sono tutti eritrei e 5 su 6 sono al momento irreperibili: 4 anni a Tesfahiweit Woldu, 6 anni e 4 mesi a Samuel Weldemicael, 6 anni a Mohammed Salih, 2 anni a Yared Afwerke e 2 anni e 4 mesi a Matywos Melles.

L'indagine è nata dopo il naufragio del 3 ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa, tristemente noto perché in quell'occasione persero la vita 366 persone. Gli investigatori sono riusciti a risalire all'identità dei capi di questa organizzazione grazie ai racconti dei superstiti, ma anche e soprattutto grazie a Nuredin Atta, il primo pentito in assoluto tra i trafficanti di esseri umani a sua volta condannato a 5 anni, al quale sono state riconosciute le attenuanti previste per i collaboratori di giustizia.

Maurizio Scalia, Procuratore aggiunto che ha coordinato le indagini, ha espresso soddisfazione per la sentenza: "l'impianto accusatorio ha retto e tutti gli episodi contestati agli imputati, che nell'organizzazione della tratta gestivano la permanenza e gli spostamenti degli extracomunitari, sono stati confermati. Probabilmente l'assenza, in quanto irreperibili, dei tre capi dell'organizzazione, ha determinato l'esclusione dell'aggravante della transnazionalità e ha limitato la valutazione alla sola cellula che opera in Italia".

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