Brescia, baby-squillo al centro commerciale per 10 euro: indagato un 45enne

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26 Gennaio 2016 - Gli inquirenti sono ancora al lavoro sul caso della baby-squillo di Brescia che si prostituiva all'interno del centro commerciale Freccia Rossa per pochi euro. La ragazzina ha raccontato di non essere la sola a vendersi, ma al momento le sue amiche e coetanee hanno negato fermamente di essersi prostituite a loro volta. Oggi intanto un inviato di BresciaToday è andato al centro commerciale ed ha intervistato alcune persone che lavorano all'interno della struttura per avere un loro parere sulla vicenda e soprattutto su quello che hanno scritto vari giornali.

Un dipendente del Coffee Shop ha raccontato di non essersi affatto stupito quando ha saputo della prostituzione all'interno del centro commerciale: "Di ragazzine che fanno sesso orale nei parcheggi ce ne sono sempre state, non è una novità. Non siamo affatto stupiti del caso appena scoppiato delle baby squillo: capita spesso di vedere delle adolescenti in compagnia di ragazzi più grandi o, addirittura, di uomini".

Si è parlato anche di alcune baby gang che frequentavano il centro commerciale, ma su questo punto la titolare di un centro estetico ha raccontato che questi fatti risalirebbero a qualche anno fa, mentre ora la situazione sarebbe sensibilmente migliorata: "Quelli appena emersi sono episodi vecchi che risalgono almeno a 5 anni fa: allora sì che capitava spesso di vedere dei ragazzini, e non solo, fare sesso nelle automobili nei parcheggi sotterranei, ora però non è più così. Di adolescenti ce se sono molti, a qualsiasi ora del giorno. Io lavoro qui da quando il centro ha aperto e negli anni ho assistito a scene di tutti i tipi: dal ragazzino che gira ubriaco alle 8 del mattino, a quello che molesta le commesse, fino alle risse. Ma ora non è più così. La vigilanza è sempre presente, vengono controllati addirittura i bagni: se qualcuno resta più di 5 minuti, i vigilantes bussano alla porta. Mi chiedo però dove siano i genitori: in tanti anni ho visto solo un padre venire a prendere il figlio che aveva commesso una bravata e portarselo via per le orecchie".

Brescia, baby-squillo al centro commerciale per 10 euro: indagato un 45enne

23 Gennaio 2016

Nuovo giro di baby-squillo scoperto a Brescia dopo la denuncia presentata dai genitori di una delle giovanissime coinvolte, almeno 5 ragazzine tra i 15 e i 16 anni, da mesi impegnate a prostituirsi nei parcheggi di un centro commerciale di Brescia e nei bagni della scuola.

Le adolescenti, secondo quanto scrive la stampa locale, si vendevano per pochi euro - dai 10 ai 30 a seconda della prestazione richiesta - quanto bastava loro per godersi qualche serata a cena con gli amici. Le indagini sono state avviate nella scorsa primavera, quando i sospetti della madre di una delle giovanissime, che veniva spesso accompagnata a casa da uomini sempre diversi, si è rivolta alle autorità.

Fabio Peluso, il commissario che ha coordinato le indagini della polizia provinciale, ha spiegato:

Attraverso accertamenti abbiamo scoperto che la ragazzina si prostituiva e che come lei altre sue amiche e coetanee.

É stata proprio la giovanissima, messa di fronte agli elementi raccolti, ad ammettere tutto e spiegare di come lei e le sue amiche, che al momento negano tutto, si procacciavano i clienti attraverso Facebook utilizzando dei profili falsi creati per l’occasione: da lì si mettevano in contatto con potenziali clienti tra Brescia, Bergamo, Milano, Mantova e Torino.

Gli incontri avvenivano principalmente nei parcheggi del centro commerciale Freccia Rossa di Brescia. In alcuni casi le giovanissime avrebbero offerto prestazioni sessuali anche a dei compagni di scuola, prestazioni avvenute nei bagni dell’istituto professionale da loro frequentato.

Tutto sarebbe iniziato, spiegano gli inquirenti, con la complicità di un 30enne di Brescia, impegnato a procacciare loro dei clienti. Poi le adolescenti avrebbero iniziato a gestirsi in modo autonomo.

Al momento, mentre le indagini proseguono, un uomo di 45 anni è stato iscritto nel registro degli indagati per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile: si tratta di un uomo di Brescia che avrebbe spinto le giovani ad adescare uomini facoltosi. In casa sua gli inquirenti hanno rinvenuto degli scatoloni di preservativi, numerose pastiglie di viagra e del materiale pornografico che sarà ora passato al vaglio delle autorità.

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