Coppia dell'acido, Boettcher: "Sono distante anni luce dai reati commessi"

levato

Alexander Boettcher risponde per la prima volta alle domande del pm da quando fu arrestato nel dicembre 2014, insieme alla sua compagna Martina Levato.

Le sue dichiarazioni sono nette, non lasciando spazio a interpretazioni. L'ex agente di borsa ha detto: "Mi dichiaro innocente, penso di avere responsabilità nel rapporto di coppia, ma sono distante anni luce dai reati che sono stati commessi e dai quali mi dissocio". Ed ha aggiunto per suffragare la tesi della sua estraneità ai fatti: "Non ho mai toccato quel martello. Era lì per terra, ma non l'ho mai preso [...] Sono arrivato in via Carcano con la mia macchina e aspettavo Martina , ho sentito una voce femminile urlare, ho visto un ragazzo che correva senza maglietta, l'ho rincorso e poi lui mi ha atterrato con una mossa d'arte marziale".

Insomma Boettcher nega di aver inseguito la sua vittima, Pietro Barbini, per colpirlo; anzi ha precisato di essere stato colpito lui dal padre del ragazzo sfigurato. Per questa ragione, dice al pm Marcello Musso, "mi dovrò sottoporre ad un intervento".

Per parte sua, Lavinia Mastroluca, consulente di parte civile di Stefano Savi, altro giovane sfigurato, ha precisato: "Stefano è cieco dall'occhio sinistro e da quello destro ci vede poco, anche se ha recuperato 5 decimi. Ma le sue condizioni possono ancora peggiorare".

Presente all'udienza odierna Lucia Annibali, l'avvocatessa che nel 2013 è stata vittima di un agguato con l'acido. La donna si è seduta nello spazio riservato al pubblico, a fianco del padre di Stefano Savi.

Ricordiamo che Martina Levato, che ha scelto il rito abbreviato, è già stata condannata a 16 anni di carcere. Su di lei pende anche la condanna a 14 anni per l'aggressione a Pietro Barbini.

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