Germania, infermiere di Auschwitz a processo

Il 95enne Hebert Zafke, già processato e condannato a tre anni nel 1948, tornerà in tribunale il 29 febbraio 2016

BREZEZINKA, POLAND- DECEMBER 10:  The railway tracks leading to the main gates at Auschwitz II - Birkenau seen December 10, 2004 the camp was built in March 1942 in the village of Brzezinka, Poland. The camp was liberated by the Soviet army on January 27, 1945, January 2005 will be the 60th anniversary of the liberation of the extermination and concentration camps, when survivors and victims who suffered as a result of the Holocaust will commemorated across the world. (Photo by Scott Barbour/Getty Images)

L’ex SS Hebert Zafke tornerà a processo 71 anni dopo la chiusura del campo di concentramento di Auschwitz in cui fu guardiano e infermiere, rendendosi responsabile dell’eccidio di 3681 deportati. Nel 1948, tre anni dopo la liberazione, l’uomo fu processato e condannato a tre anni di reclusione per essere stato fra le guardie del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Scarcerato nel 1951, l’uomo ha vissuto per 65 anni nella Germania dell’Est. Ora il 95enne Hebert Zafke dovrà tornare in tribunale: la Procura di Schwerin lo ha accusato di essere stato per due anni (fra il 1943 e il 1945) uno degli infermieri delle SS e di avere quindi contribuito all’eccidio di 3681 deportati.

Il processo – il cui calendario è condizionato dalle precarie condizioni dell’imputato – si svolgerà a Neubrandeburg, a partire dal 29 febbraio. Secondo le previsioni il processo dovrebbe concludersi entro il mese di marzo.


Il processo sarà celebrato a Neubrandeburg mentre la prima udienza sarà il 29 febbraio. Il calendario è condizionato dallo stato di salute dell'ex SS ma dovrebbe concludersi a marzo.

La Procura ha potuto iniziare l’iter processuale ai danni di Zafke solo dopo la condanna a 5 anni inflitta a John Demjanjuk, accusato di concorso nell’omicidio di 20mila persone. Il precedente di Demjanjuk ha reso possibile essere processato senza un fatto concreto. Zafke è accusato, in maniera particolare, di avere concorso all’eccidio dei deportati giunti nel campo di concentramento da Lione, Rodi, Trieste, Mauthausen, Vienna e Westerbork fra il 15 agosto e il 14 settembre 1944.

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