Valentino T, ultime notizie: "Ho sbagliato, ero giovane e incosciente."

Nuove denunce per Valentino T., che avrebbe infettato decine di donne con il virus dell'Hiv

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23 gennaio 2016 - Il Corriere Della Sera e Il Messaggero, oggi, svelano l’identità di Valentino T., l’impiegato romano in carcere dal 1 dicembre scorso, e danno conto delle parole pronunciate dal giovane in carcere, che puntano a smentire le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi.

Il trentenne, parlando agli inquirenti del perchè ha avuto rapporti sessuali non protetti pur sapendo di essere sieropositivo, ha spiegato:

Ho sbagliato, ero giovane e incosciente. Purtroppo ho fatto un errore ma ero solo, non avevo una famiglia alle spalle. Non c’era né volontà di fare del male né sfregio.

Il giovane ha ammesso di essere ben consapevole delle modalità di trasmissione e contagio, ma ha anche raccontato di non sapere dell’esistenza di farmaci:

Non è vero che non mi sono voluto curare. Il medico che mi ha seguito all’inizio non mi ha mai detto che erano necessari farmaci.

Parla al passato, di quanto era giovane e incosciente, ma le carte confermano che iniziò la cura soltanto nel 2015, come fatto mettere a verbale dall’immunologa Adriana Ammassari dell’ospedale Spallanzani che lo ha avuto in cura negli ultimi mesi.

Al momento sarebbero almeno 32 le ragazze contagiate, ma sono in corso accertamenti su molte altre donne che potrebbero aver incontrato Valentino T. tra il 2006 e il 2015.

Valentino T, ultime notizie: l'untore di Roma ha agito per vendetta?

20 gennaio 2016 - I giudici del riesame hanno respinto la richiesta dell'avvocato di Valentino T., l'untore di Roma, di scarcerare il ragazzo. Perché, come scrive il Corriere della Sera, Valentino "è in grado di mentire, manipolare le persone e depistare gli investigatori. Se fosse scarcerato infetterebbe ancora, attività nella quale sembra particolarmente determinato, benché le ragioni restino ancora sconosciute".

Intanto si fa strada un'inquietante ipotesi, da prendere assolutamente con le pinze, ovvero la possibilità che Valentino T. abbia agito per "vendicare" la morte della madre, malata di Aids e deceduta nel 1992, quando Valentino aveva 7 anni. Ma, almeno per ora, si tratta solo di speculazioni.

Valentino T, ultime notizie

Valentino T. è l'impiegato romano di trent'anni finito in carcere per lesioni gravissime plurime perché taceva la sua sieropositività e pretendeva dalle sue partner rapporti sessuali non protetti: al momento sono 31 le denunce presentate a suo carico, ma gli inquirenti romani credono che non tutte le donne contagiate abbiano ancora avuto il coraggio (e forse non lo avranno mai) di denunciare l'untore. Arrestato il 1 dicembre, da quel giorno è un susseguirsi di nuove denunce a suo carico.

Dall'ordinanza di custodia cautelare, nella quale sono indicati sei casi di donne infettate, le stesse sono diventate 31: l'ultima ieri, presentatasi a piazzale Clodio per presentare una denuncia dopo che in ospedale le avevano rifiutato una trasfusione perchè affetta da Hiv. La ragazza, memore di quel rapporto non protetto del 2008, ha sporto denuncia.

Il giovane Valentino sapeva dal 2008 di essere affetto dal virus ma ha continuato ad avere rapporti amorosi fino a poco tempo prima del suo arresto e, calcolando i possibili tempi di latenza del virus dell'HIV, sarà d'uopo rifare i test in alcuni casi di presunto contagio. Da quello che sappiamo, le vittime di Valentino T. sono state perlopiù giovani ragazze dai 20 ai 30 anni.

Da giorni il pm Francesco Scavo ha delegato indagini mirate sul cellulare dell'uomo, sulla rubrica, sulle chat in cui cercava in continuazione nuove partner. Risulta inoltre sempre più difficile stabilire se eventualmente anche i nuovi compagni di queste donne siano stati contagiati a loro volta, perché dimostrano una certa reticenza nel voler fare le analisi, visto l'interesse mediatico che è scoppiato intorno al caso. Qualche settimana fa il quotidiano Il Messaggero pubblicava l'interrogatorio avvenuto nel carcere di Regina Coeli:

In alcuni casi avrò agito d'impulso, forse con leggerezza. In altri però avevo avvertito le partner della mia sieropositività. Alcune ragazze le avevo messe in guardia. E comunque l'amore si fa sempre in due.

Valentino T era ossessionato dai rapporti intimi e dalle chat erotiche, al contrario di quanto ora sostiene, è arrivato a mentire, a negare. Come sottolinea la Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids (LILA) "si tratta di storie limite che sono molto lontane dal nostro mondo e che, se da un lato alimentano l'immaginario collettivo che associa l'Hiv alla colpa e alla trasgressione, dall'altro non aiutano a contrastare la diffusione dell'infezione. Dalla narrazione delle vicende di ‘Valentino T.’ emerge l'idea che la prevenzione sia un ‘onere’ a esclusivo carico delle persone con Hiv: sono loro a essere responsabili, a dover comunicare al partner la loro infezione. Tutti gli altri – anche coloro che non conoscono il proprio stato sierologico - sembrano poter restare tranquilli. Questa idea è fuorviante e pericolosa perchè oggi in circa il 50% dei casi, la trasmissione dell'Hiv avviene da parte di persone che hanno contratto il virus di recente (1 anno) e che non sanno di essere portatrici del virus".

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