L'intervista di Sean Penn a El Chapo Guzman per Rolling Stone

Alcuni estratti dell'intervista che El Chapo Guzman, re del narcotraffico messicano, ha rilasciato a Sean Penn per le pagine di Rolling Stone.

L'intervista di Sean Penn a El Chapo Guzman, re del narcotraffico messicano da pochissimo di nuovo arrestato dalla polizia ha già suscitato, nell'ordine, la rabbia della Casa Bianca (e non solo), i sospetti che Sean Penn sia al soldo della Cia (visto che Guzman è stato arrestato pochissimo dopo aver rilasciato l'intervista) o in alternativa complice dei narcos.

Per ora, però, è passato completamente in secondo piano che cosa abbia detto Guzman in questa intervista rilasciata a Sean Penn per Rolling Stone. Alcuni estratti sono stati pubblicati dal Corriere della Sera, si possono facilmente dividere in tre paragrafi.

Gli esordi di El Chapo

Io badavo al bestiame di mia nonna e tagliavo la legna. Tutto è cominciato quando avevo quindici anni. Io vengo dalla municipalità di Badiraguato, e sono cresciuto in un paesino chiamato «La Tuna»: in quell' area, allora come oggi, non ci sono opportunità di lavoro. L' unico modo per procurarsi denaro per comprare da mangiare e sopravvivere è coltivare papavero, marijuana, e io ho cominciato a farlo proprio a quell' età. Coltivavo e vendevo. Ecco tutto.

La droga secondo El Chapo

Sì, è vero che la droga distrugge. Purtroppo, dove sono cresciuto io non c' era - e non c' è tuttora - altra strada per sopravvivere. Non sono io la causa del narcotraffico. Quando io non ci sarò più il consumo di droga non diminuirà minimamente. Nel business della droga rispetto a quando ho iniziato c' è stato un grande cambiamento. Oggi ci sono tanti tipi di droga, mentre allora conoscevamo solo la marijuana e il papavero da oppio. Il business non scomparirà, perché col passare del tempo il numero di persone aumenta. Quest'attività non morirà mai. Molti anni fa ho provato droghe, questo sì. Ma non ne sono mai diventato dipendente. Non ho mai consumato droga negli ultimi vent' anni.

El Chapo e la morte

So che un giorno dovrò morire. Spero sia per cause naturali. Non sono un sognatore. Voglio vivere con la mia famiglia fino a quando Dio me lo concederà. Se avessi la possibilità di cambiare il mondo? Per me va bene così com' è. Sono felice. È normale che la gente abbia sentimenti contrastanti su di me, perché alcuni mi conoscono e altri no. Chi non mi conosce non può sapere, in queste circostanze, se io sia una persona per bene o meno. Sono una persona che non va in nessun modo a caccia di problemi. In nessun modo.

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