'Ndrangheta: confiscati beni per 40 milioni a clan Tripodi

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Ammonta a 40 milioni di euro la confisca di beni eseguita questa mattina dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Vibo Valentia nei confronti di esponenti del clan di 'ndrangheta del clan Tripodi di Porto Salvo di Vibo Marina, considerato l'ala economico-imprenditoriale della cosca egemone sul territorio, quella dei Mancuso di Limbadi (VV).

La misura patrimoniale, disposta dal tribunale di Vibo Valentia, arriva dopo le indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro (Dda), Giovanni Bombardieri e dal sostituto Pierpaolo Bruni.

Contestualmente alla confisca dei beni precedentemente sequestrati, la Dda ha richiesto e ottenuto a carico di sei presunti affiliati alla 'ndrina (cinque detenuti e uno in libertà) l'applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

I sigilli sono stati apposti a società, immobili e terreni nel Lazio, in Lombardia e in Calabria. L'inchiesta sfociata nella confisca è la naturale prosecuzione dell'operazione Libra che a maggio 2013 portò all'arresto di un ventina tra boss e gregari del clan. A luglio 2014 il tribunale di Vibo Valentia aveva emesso un provvedimento di sequestro di beni preventivo per beni e cespiti riconducibili ai Tripodi.

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