Palermo, fermata e scarcerata 45enne per propaganda alla Jihad. Il gip: "Nessuna evidenza di contributi a terroristi"

Una cittadina libica, Khadiga Shabbi, è stata fermata domenica a Palermo con l'accusa di istigazione ed apologia di reato con finalità di terrorismo.

La donna, 45 anni, è dottoranda di ricerca della facoltà di Economia all'Università palermitana. La storia è raccontata dall'edizione di Palermo di Repubblica: Khadiga Shabbi è stata fermata dalla Polizia domenica e oggi è stata rimessa in libertà con obbligo di dimora nel capoluogo siciliano.

Secondo l'accusa, la 45enne utilizzava il suo profilo Facebook per rilanciare messaggi delle milizie islamiche in Libia collegate con l'Isis. Nell'opera di propaganda alla Jihad, il gruppo di riferimento della donna sarebbe Ansar al-Sharia.

La ricercatrice avrebbe inoltre tenato di far arrivare a Palermo un nipote, ricercato dalle forze governative libiche, iscrivendolo a un corso di italiano per stranieri.

Le accuse per Khadiga Shabbi vedono anche l'aggravante della dimensione transnazionale della condotta.

Il gip ha motivato così la scarcerazione: "Non può non tenersi conto del fatto che le condotte della Shabbi si sono limitate a prese di posizione, talora pubbliche e spesso originate da una vicenda privata quale la morte del congiunto, slegate da contributi effettivi in favore di alcun gruppo terrorista, contributi di cui l'indagine non fornisce evidenza alcuna".

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