Delitto Caccia: dopo 32 anni arrestato Rocco Schirripa

Fa il panettiere a Torino ed è stato incastrato da una lettera anonima spedita dagli inquirenti.

Il procuratore Bruno Caccia venne ucciso vicino a casa sua, in via Sommacampagna a Torino, il 26 giugno 1983 con 14 colpi di arma da fuoco. Per quell'omicidio, finora, era stato arrestato solo Domenico Belfiore, mandante dell'omicidio maturato negli ambienti della 'ndrangheta insediatasi nel torinese.

La ragione dell'omicidio era da ricercarsi nelle indagini sul riciclaggio di denaro delle organizzazioni criminali che il procuratore portava avanti, come si venne a sapere grazie alle intercettazione effettuate di nascosto dal pentito Francesco Miano nell'infermeria del carcere.

Belfiore è da poco uscito di prigione per motivi di salute, negli stessi giorni in cui, 32 anni dopo l'omicidio, i titolari dell'inchiesta Bocassini e Tatangelo arrivavano ad arrestare il presunto assassino: Rocco Schirripa, panettiere di 64 anni, di origini calabresi, con numerosi precedenti penali e legato alla famiglia di Belfiore.

Secondo l'accusa, l'uomo era alla guida dell'auto che avvicinò Caccia sotto casa dove poi venne ucciso proprio da Schirripa.

Gli inquirenti, nei primi giorni dopo l'omicidio, avevano pensato a un omicidio delle Brigate Rosse - visto che Caccia indagava anche sul terrorismo - in seguito soprattutto a una rivendicazione, ma poco tempo dopo si venne a scoprire che l'omicidio era stato ordinato dalla 'ndrangheta.

Ma come hanno fatto a scoprire l'omicida, a così lunga distanza? Al di là del fatto che l'identikit di Schirripa corrispondeva alla perfezione a quello tracciato dalla procura, a giocare un ruolo importante è stato uno stratagemma, che Repubblica racconta così:

Gli investigatori della Squadra Mobile, che già sospettavano un coinvolgimento di Schirripa, hanno inviato una lettera anonima ai sospettati del delitto con una fotocopia di un articolo che riportava la notizia dell'uccisione del procuratore di Torino con scritto a penna il nome del presunto killer. I sospettati, intercettati, hanno iniziato a fare supposizioni su chi di loro avesse parlato e hanno rivelato il ruolo di Schirripa nell'intera vicenda.

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