'Ndrangheta: 45 arresti con due operazioni dei Carabinieri tra Lazio, Calabria e Piemonte

36 arresti da parte dei Carabinieri di Reggio Calabria e 9 dalla comando provinciale di Roma

Nella notte l'arma dei Carabinieri di Reggio Calabria ha condotto un'operazione contro la 'ndrangheta che ha portato all'arresto di 36 persone tra le province di Reggio Calabria, Roma, Verbania e Vibo Valentia. A tutti gli arrestati è contestato il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, abbinata ad altri reati come: detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, favoreggiamento personale, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, furto, spendita e introduzione nello Stato previo concerto di monete falsificate e danneggiamento seguito da incendio. Tutti questi reati sono stati perpetrati mediante l'intimidazione, la condizione di assoggettamento e l'omertà proprie del metodo mafioso.

L'operazione soprannominata "Saggio compagno" è nata nel novembre 2013 sulla base delle dichiarazioni di alcuni pentiti che hanno fornito ai Carabinieri gli elementi per iniziare ad indagare. Gli arresti odierni riguardano 3 diverse cosche della zona di Cinquefrondi - nella Piana di Gioia Tauro - e sono quelle dei Petullà, dei Ladini e dei Foriglio. I Carabinieri hanno spiegato che le cosche del 'locale' agivano per il controllo del territorio operando su più fronti:

"L'attività della cosca, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante una serie indeterminata di delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento, contro il patrimonio, la vita e l'incolumità individuale, in materia di commercio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento latitanti, nonché delitti finalizzati ad acquisire direttamente e indirettamente la gestione e il controllo di attività economiche, in particolare nel settore degli appalti boschivi, ed ogni altra attività illecita".

Contestualmente agli arresti è stato disposto il sequestro di beni mobili e immobili per un valore di oltre mezzo milione di euro.

Anche i carabinieri del comando provinciale di Roma hanno condotto un'analoga operazione tra Lazio e Calabria arrestando altre 9 persone tra i comuni di Roma, Tivoli (RM), Guidonia Montecelio (RM), Castelnuovo di Porto (RM), Africo Nuovo (RC) e Bovalino (RC). Quattro dei nove arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti che venivano trasportate da Reggio Calabria per essere smerciate sul mercato romano. Il quadro è aggravato dalla disponibilità di armi da fuoco, ma anche dal coinvolgimento di minori nell'attività di spaccio.

I carabinieri di Roma con le loro indagini hanno individuato in un 34enne di San Luca (RC) il capo dell'associazione presente sul territorio laziale. Si tratta di un soggetto già noto per i suoi legami con 'ndrina Nirta-Romeo-Giorgi, al quale è stata anche contestata l'intestazione fittizia di attività commerciali verosimilmente finalizzata alla riciclaggio di denaro sporco. A provare il legame con l'associazione 'ndranghetista alcuni 'pizzini' ritrovati nel corso delle indagini.

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