Salvatore Cuffaro esce dal carcere

14 dicembre 2015 - Intervistato dall'AdnKronos l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, che ieri ha finito di scontare la pena per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, ha dato qualche dettaglio su quali siano le intenzioni del suo futuro e sulla sua esperienza in carcere, oltre che sul suo ritorno ad essere un uomo libero.

13 dicembre 2015 - L'ex governatore della Sicilia Salvatore Totò Cuffaro questa mattina è uscito dal carcere romano di Rebibbia, dove ha trascorso gli ultimi 4 anni e 11 mesi in seguito alla condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. Ad aspettarlo fuori dal carcere il figlio e il fratello Silvio.

Grazie all'indulto di un anno per i reati "non ostativi" e lo sconto di 45 giorni ogni sei mesi per buona condotta, Cuffaro torna oggi ad essere un uomo libero:

"Deluderò molti miei amici, ma non tornerò a fare politica attiva. Confesso, però, che mi fa piacere sentire dire che la gente vorrebbe che io tornassi a fare politica. Soprattutto perché pensa che non tutte le cose che ho fatto sono state sbagliate o forse perché le persone hanno riconosciuto il tratto umano. Molti pensano che il mio ritorno potrebbe essere utile alla Sicilia"

L'ex governatore siciliano continua a sostenere la tesi di "essere andato a sbattere contro la mafia" nella vicenda che l'ha visto dapprima indagato e poi condannato per concorso esterno.

"E' vero, la mafia si accoglie per volontà, certo, ma quando dico che sono andato a sbattere contro la mafia, dico che si può essere coinvolti in alcune vicende senza averlo voluto con volontà. Il primo giudice nella sentenza non disse che ero uno stinco di santo. Aveva scritto che avevo sbagliato, ma senza volontà. Avendo studiato in carcere giurisprudenza adesso conosco benissimo tutti i tecnicismi della giustizia. E io posso confermare di non avere mai avuto la volontà, posso avere sbagliato ma, lo ribadisco ancora, non c'era la volontà di farlo"

ha spiegato Cuffaro, che è già tornato in Sicilia dove oggi, nella sua casa, continua a ricevere persone, sopratutto parenti ed amici, che gli fanno visita per attestargli solidarietà e affetto. Alle otto del mattino di oggi gli amici di Cuffaro si sono dati appuntamento davanti al Gran Cafè Nobel, in piazza Sperlinga: l'ex assessore comunale Felice Bruscia e il deputato regionale Toto Cordaro, ma anche altri ex politici che poi sono andati a trovarlo a casa. Davanti casa anche il fratello e altri amici di vecchia data che lo aspettavano per poi raggiungere l'abitazione dell'anziana madre a Raffadali, nell'agrigentino.

Stando a quanto riporta l'AdnKronos Cuffaro intorno alle 9.30 è sceso dalla sua abitazione, in maglioncino azzurro di cachemire e jeans, molto dimagrito, e a bordo di un furgoncino Mercedes, preso a noleggio, è partito per raggiungere Raffadali.

"E' bello respirare la libertà. Oggi posso dire di aver superato il carcere. [...] La politica attiva, elettorale e dei partiti è un ricordo bellissimo che non farà parte della mia nuova vita. Ora ho altre priorità. Ho amato la politica e non rinnego nulla di ciò che ho fatto, non mi sento tradito. Nella mia coscienza sono innocente. Sono andato a sbattere contro la mafia. Tornassi indietro metterei un airbag. Ho fatto degli errori, non mi voglio nascondere: io li ho pagati, altri no. Ora credo di avere il diritto di ricominciare."

ha dichiarato ai cronisti alla sua uscita da Rebibbia, avvenuta dal portone dell'Aula Bunker in via del Casale di San Basilio. Con se l'ex politico ha portato alcuni scatoloni contenenti "oltre 14mila lettere" ricevute durante la detenzione.

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