Cosenza: la ‘ndrangheta non gli paga lo stipendio e lui uccide

Arrestato il pregiudicato Domenico Mignolo per l'omicidio di Antonio Taranto, vittima senza colpe

gettyimages-107758584.jpg

Oggi si sono chiuse le indagini per l'omicidio di Antonio Taranto, 26enne di Cosenza ucciso in via Popilia lo scorso 29 marzo. I carabinieri del comando provinciale hanno arrestato Domenico Mignolo, 28enne affiliato alla cosca di ‘ndrangheta dei Rango-Zingari. Il ragazzo ucciso non aveva però alcun legame con la criminalità organizzata e per questo motivo non è stato facile per gli inquirenti riuscire a ricostruire l'accaduto.

Secondo i Carabinieri l'uomo avrebbe perso la vita solo per caso. Quella sera Domenico Mignolo sparò sulla folla dal balcone di casa sua in preda all'ira, pensando di colpire un altro uomo, un affiliato colpevole di non avergli 'pagato lo stipendio' durante un periodo di detenzione. Antonio Taranto è stato purtroppo la sfortunata vittima di una rappresaglia mafiosa con la quale non aveva nulla a che fare.

In un primo momento oltre al movente non era chiara neanche la dinamica di questo omicidio per via della traiettoria d'ingresso del proiettile. Anche questo aspetto è stato chiarito dal comandante dei carabinieri di Cosenza, Fabio Ottaviano, nella conferenza stampa di oggi: "All’inizio la cosa sembrava più complicata, ma poi si è capito che Taranto si era, come è comprensibile, chinato al rumore degli spari, per evitare che lo colpissero, e la traiettoria dell’ingresso del proiettile che lo ha ucciso sembrava mostrare un’altra dinamica".

  • shares
  • Mail