Agrigento: arresti all'Agenzia delle Entrate per tangenti

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Avrebbero preso tangenti in cambio di favori e annullamenti di controlli dell'Agenzia delle entrate di Agrigento. Operazione della Guardia di finanza contro dirigenti e funzionari dello Stato in odor di corruzione. Le Fiamme gialle stanno eseguendo dalle prime luci dell'alba di oggi 15 misure cautelari, quattro in carcere, sette agli arresti domiciliari, due obblighi di presentazione alla sezione di polizia giudiziaria e due divieti temporanei di esercizio della professione.

Tra gli arrestati Vincenzo Tascarella, funzionario delle Entrate di Agrigento accusato di aver intascato una mazzetta da una società per annullare un controllo. Ecco come descrive il suo comportamento la procura:

Nella sua qualità di pubblico ufficiale accettava la promessa di una somma di denaro per omettere atti del proprio ufficio e/o per compiere atti contrari ai propri doveri d'ufficio. Tascarella accettava la promessa della somma di denaro per favorire l'annullamento dell'avviso di accertamento da lui stesso emesso con un provvedimento di autotutela, piegando la propria funzione istituzionale di funzionario dell'agenzia delle Entrate all'interesse della società contribuente

Agli arresti anche l'imprenditore Marco Campione, a capo della società che gestisce il servizio idrico ad Agrigento (la Girgenti Acque), per lui sono stati disposti i domiciliari con l'obbligo di portare il braccialetto elettronico.

L'inchiesta è stata condotta dal procuratore della Repubblica Renato Di Natale, dell'aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto Andrea Maggioni, le indagini sono state espletate dal Nucleo di polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento. Ecco i nomi degli arrestati che oltre a Tatarella sono finiti in carcere, così come li riporta Repubblica: Antonio Vetro, consulente fiscale, Giuseppe Cumbo, dipendente dell'Agenzia delle entrate. e Giuseppe Castronovo, pure dipendente dell'Agenzia.

Ai domiciliari con il braccialetto elettronico oltre a Campione sono finiti Pasquale Pietro Leto, direttore dell'Agenzia delle entrate di Agrigento, Filippo Ciaravella, funzionario della stessa Agenzia delle entrate, Salvatore La Porta, imprenditore, Michele Daina, Antonino Migliaccio e Dario Peretti. Obbligo di presentazione ai carabinieri invece per Francesca Leto e Pietra Callea e divieto di otto mesi dell'esercizio delle professione medica per Giovanni Crapanzano e di sei mesi per Santo Pitruzzella.

Pietro Pasquale Leto, dal 2014 direttore della direzione provinciale dell'Agenzia delle entrate di Agrigento secondo la procura:

nella sua qualità di pubblico ufficiale accettava la promessa di Marco Campione, rappresentante legale della Girgenti Acque, di altra utilità, consistente nell’assunzione a tempo indeterminato della propria figlia, presso l’ufficio legale della Girgenti Acque.

Leto quando partì l’inchiesta era dirigente alla direzione regionale delle Entrate di Palermo. Le accuse mosse a vario titolo agli indagati vanno dalla corruzione al falso ideologico e materiale, fino alla truffa e all'abuso d'ufficio.

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