Mafia: confiscati beni per 13 milioni di euro al clan di Messina Denaro

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Aggiornamento ore 14.30 - Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, è intervenuto sull'operazione di confisca di beni ad esponenti mafiosi legati al boss Matteo Messina Denaro.

Ecco cosa ha dichiarato il ministro:

"La squadra-Stato stringe ancora di più il cerchio intorno a Matteo Messina Denaro.Il sequestro di 13 milioni di euro tra beni mobili, immobili e aziende, che fanno capo ai quattro fedelissimi di Messina Denaro, già arrestati, colpisce gravemente il patrimonio criminale del numero uno di Cosa Nostra e ne indebolisce la rete"

4 dicembre 2015 - Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza hanno sequestrato beni che ammontano a circa 13 milioni di euro a quattro fiancheggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. I soggetti in questione sono stati arrestati nell'agosto scorso, nel corso di un'operazione antimafia (denominata "Ermes"). Il sequestro comprende aziende agricole e di allevamento, fabbricati, supermercati, terreni, conti finanziari e bancari attivi nel trapanese.

Il provvedimento, che ha reso esecutiva la confisca da parte delle forze dell'ordine, è stato firmato dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. E' stato così inferto un colpo durissimo ai patrimoni dei boss di Mazara del Vallo e di Salemi. Ricordiamo che i quattro arrestati sono Vito Gondola (allevatore di 77 anni), Michele Gucciardi (62 anni imprenditore agricolo), Pietro Giambalvo (allevatore, 77 anni, appartenente alla cosca di Santa Ninfa) e Giovanni Domenico Scimonelli (imprenditore 48 enne, ritenuto cruciale negli affari di Messina Denaro e affiliato al clan mafioso di Partanna).

I quattro, in stato di arresto dal 3 agosto, sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e favoreggiamento per aver facilitato la latitanza del capomafia trapanese. Grazie al lavoro degli investigatori del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Palermo e Trapani, coordinati dai Ros e della Finanza, è emersa una enorme quantità di beni di loro proprietà. Si tratta di beni mobili, immobili e aziende a Castelvetrano (città natale di Messina Denaro), Salemi, Partanna, Santa Ninfa, Mazara del Vallo e Trapani.

La lista degli immobili sequestrati è lunga, fra appartamenti, ville e terreni, ne risultano 80 in totale. Segnaliamo, poi, che il solo Scimonelli gestiva tre supermercati fra Partanna e Gibellina, oltre ad altre società operanti in diversi settori.

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