Omicidio di Rita Fossaceca in Kenya: tre arresti, identificato il mandante

La dottoressa italiana 51enne si trovava nel paese africano dove lavorava per la onlus ForLife. È stata colpita durante una rapina.

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Lunedì 30 novembre 2015 - Tre persone sono state arrestate in Kenya perché ritenute responsabili dell'omicidio della dottoressa italiana Rita Fossaceca. Un portavoce della polizia locale citato dal quotidiano Daily Nation ha detto che sarebbe stato identificato il mandante della rapina durante la quale è rimasta uccisa la radiologa. Per ora si sa soltanto che si tratterebbe di un cittadino keniano.

Rita Fossaceca uccisa in Kenya


Domenica 29 novembre 2015

Aggiornamento 11.06 - Rita Fossaceca sarebbe rimasta uccisa nel tentativo di difendere i genitori - che si erano recati a trovarla - dai rapinatori. Erano infatti con lei il padre Giovanni, rimasto ferito alla testa e a una spalla, la madre Michelina e lo zio sacerdote, don Luigi Di Lella. Stando alle ultime informazioni, la dottoressa molisana si recava periodicamente in Kenya da 11 anni. (fine aggiornamento)

Nata in Molise, si era trasferita prima a Novara - dove lavorava come radiologa all'Ospedale Maggiore - ma recentemente si trovava in Kenya per aiutare la onlus ForLife. Ed è lì che Rita Fossaceca, 51 anni, è stata uccisa durante una rapina in casa, come ha confermata anche la Farnesina. La donna abitava a Mijomboni, località costiera a nord di Mombasa, vicino a Malindi.

In questo caso, è già stata esclusa la pista terrorismo: i banditi hanno fatto irruzione nella sua abitazione, e in seguito ad avvenimenti non ancora chiariti le avrebbero sparato colpendola alla testa. La donna, però, viveva con altri tre italiani, di cui non sono ancora note le condizioni.

Fossaceca si trovava in Kenya solo da un paio di settimane. Al momento, la donna lavorava in un orfanotrofio che ospita una ventina di bambini: "A volte succedono cose inspiegabili. La dottoressa Rita Fossaceca non c'é più, ha dato tutta se stessa per l'orfanotrofio e l'infermieria di Mijomboni. Vittima, ha pagato con la vita il suo grande amore per i bambini. Rita siamo tutti con te, il nostro pensiero va anche agli altri 5 volontari che sono ancora in Kenya e speriamo tornino presto. Grazie a tutte le persone che ci sono vicine in questo momento", hanno scritto sul sito della onlus ForLife.

Il 5 luglio scorso un altro italiano, Andrea Maffi, era stato ucciso in Kenya, anche in questo caso vicino a Malindi. Il paese, in effetti, è considerato a rischio, non solo per gli stranieri. Lì vicino si trova lo stato fallito della Somalia, dove ha la base il gruppo terroristico al Shabaab che ha compiuto numerosi attentati (tra cui quello del 2013 a Nairobi). Il pericolo però è anche dovuto per i livelli molto elevati di criminalità e micro-criminalità.

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