Raffaele Cutolo, la moglie: nessuna collaborazione con la giustizia

Cutolo pentito

La moglie di Cutolo nega che il marito voglia pentirsi e collaborare con la giustizia: “Sta espiando con dignità la sua pena” dice Immacolata Iacone attraverso l’avvocato Gaetano Aufiero, difensore dell’ex boss della Nuova camorra organizzata.

Intanto don Raffaele, secondo la ricostruzione di "Repubblica", dopo più di 50 anni trascorsi in carcere avrebbe deciso di parlare con i magistrati, cominciando da uno dei casi-mistero che hanno sconvolto l’Italia e la cui storia non è stata forse scritta una volta per tutte: il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro.

Cutolo avrebbe riferito di un "Patto in carcere tra le Br e le cosche calabresi" secondo un articolo di ieri del quotidiano capitolino firmato da Paolo Berizzi in cui si legge quanto segue:

Lunedì 14 settembre 2015. Nel carcere di via Burla (...) Cutolo parla. Dichiarazioni spontanee. Che finiscono in un verbale. È uno dei 41 documenti raccolti dalla Commissione Moro e annunciati all'ufficio di presidenza. Si legge nell'elenco: "Verbale di riversamento di files audio su supporto informatico relativi all'escussione del detenuto Cutolo Raffaele, avvenuta il 14 settembre 2015". Mittente del documento 316/1, protocollo 1027, data 21-09-2015, è il luogotenente Boschieri.

Leggendo le carte che mettono in ordine i documenti c'è un particolare che balza all'occhio: il verbale relativo all'interrogatorio di Cutolo è segreto. (...) dei 41 documenti raccolti da parlamentari, magistrati, poliziotti, carabinieri che collaborano con la commissione, il 316/1 è l'unico secretato. (...) Perché? Che cosa ha rivelato sulla fine di Moro l'ex capo della Nco? Ha riferito circostanze e particolari che non devono o non possono essere resi pubblici? E, soprattutto, perché a 74 anni, dopo mezzo secolo al gabbio, e 34 anni di totale isolamento, Cutolo decide di parlare accettando, di fatto, di collaborare con quello Stato da cui si è sentito "usato e abbandonato"?

Il riferimento è al suo coinvolgimento nella vicenda dell'ex assessore regionale Dc Ciro Cirillo, sequestrato dalle Br a Torre del Greco nel 1981 e poi liberato  -  secondo una sentenza passata in giudicato  -  "alla fine di una lunga e serrata trattativa tra apparati dello Stato e il boss Raffaele Cutolo, a cui si è chiesto di intervenire presso le Br per ottenere la liberazione di Cirillo".

Raffaele Cutolo: il caso Moro e il verbale secretato

17 novembre 2015
A marzo scorso lo aveva avvisato: "Se parlo crolla lo Stato". Parola di Raffaele Cutolo, ex boss della Nuova camorra organizzata (Nco), che sembra voglia tener fede alla promessa o minaccia, dipende dai punti di vista. Dopo più di 50 anni in galera 'o professore vorrebbe collaborare con lo Stato. Oggi Cutolo, con 4 ergastoli sulle spalle, ha 74 anni, di cui 34 passati di isolamento e 23 al 41 bis. E vorrebbe accreditarsi come pentito, collaboratore di giustizia.

Probabilmente proprio la possibilità di uscire dal regime di carcere duro ha convinto il boss a parlare dopo tutti questi anni. Dal carcere di Parma in cui si trova l'ex capo della Nco ha chiesto di essere interrogato sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, sequestrato e ucciso da un commando delle Brigate Rosse nel 1978 dopo quasi due mesi di prigionia.

Il 2 marzo del 2015, l'ex boss camorrista a la Repubblica aveva detto di sentirsi "sepolto vivo in cella (...) se parlo io crolla lo Stato". Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti si era detto pronto a sentirlo, la replica non si era fatta attendere: "Cutolo dica quello che sa e sarà valutato, siamo pronti ad indagare".

E c'è, come si legge su RaiNews24, un verbale secretato che contiene le rivelazioni che Cutolo avrebbe fatti lunedì 14 settembre scorso in carcere davanti a un luogotenente dei carabinieri e a un magistrato che lavorò per la commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro. Il verbale è l'unico dei 41 documenti raccolti dalla Commissione Moro ad essere stato secretato. Perché potrebbe far crollare "pezzi" dello Stato?

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