Agrigento: confiscati beni al boss Giuseppe Capizzi

sequestro beni capizzi

La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Agrigento ha confiscato oggi beni riconducibili a Giuseppe Capizzi, 46enne ritenuto dagli inquirenti elemento di spicco della famiglia mafiosa di Ribera. Ad emettere il provvedimento patrimoniale, relativo a beni già sottoposti a sequestro, è stata la seconda sezione penale del tribunale agrigentino su proposta del procuratore della Repubblica di Palermo dopo le indagini svolte dalla DIA.

A Capizzi sono stati confiscati un'impresa agricola individuale con sede a Ribera, due terreni in provincia di Agrigento e il saldo attivo di un conto corrente, per un valore totale di circa 90mila euro. Giuseppe Capizzi, arrestato nel 2008 nell'operaione Scacco Matto, venne poi condannato in via definitiva a 8 anni e 8 mesi di reclusione, per associazione di tipo mafioso.

Scontata la pena, il boss era stato scarcerato a luglio scorso. Il tribunale di Agrigento contestualmente al provvedimento di confisca notificato stamattina ha emesso a carico dell'uomo la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni.

Secondo l'antimafia, la famiglia Capizzi nel corso degli anni Ottanta ricoprì un ruolo di tutto rilievo nelle dinamiche criminali di Cosa Nostra agrigentina. Il figlio di Giuseppe Capizzi, Mario, sta scontando una sentenza definitiva all'ergastolo anche per l'omicidio di Giuseppe Di Matteo, il figlio di Santino, pentito di mafia di Altofonte (Palermo). Il piccolo Di Matteo venne sequestrato a novembre del 1993 e poi strangolato a gennaio del 1996 all'età di 15 anni. Il corpo venne poi disciolto nell'acido.

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