Strage di Erba: chi è Edoardo Montolli, l’autore de “Il grande abbaglio” -seconda parte-

A venticinque anni vende storie a Rai e Mediaset, butta inchiostro sui giornali più diversi, su cultura, crimine e perversioni. Diverse sue inchieste fanno il giro del mondo, come la scoperta dell’ultima scuola di gladiatori o l’inchiesta del gennaio del 2000 sul mercato delle cavie umane, pubblicata dal mensile Maxim, che nel giro di poche ore fa uscire più o meno dieci agenzie internazionali.

S’infiltra e si traveste, tra zingari e bische, corse clandestine, combattimenti di cani e locali ambigui. Poi, fatto lo scoop, sparisce. Usa due-tre pseudonimi, lavorando in un ufficio con le tapparelle perennemente abbassate alla periferia di Milano. Nervoso, irascibile, si accorge di lui Andrea Monti, che lo vuole a News Settimanale per occuparsi come consulente di nera e di crimine organizzato. Va come si sa.

Quando News chiude Montolli s’inventa la collana Yahoopolis per Aliberti editore, dedicata al giornalismo investigativo, che in un anno cresce in maniera esponenziale dando vita ad alcuni casi editoriali, tra i venti titoli finora usciti. Nel frattempo continua a scrivere. Comincia ad occuparsi di crimine e auto per Gente Motori, vende inchieste a periodici Rcs e Mondadori, fa in tempo a realizzare nel maggio 2007 un ritratto del superconsulente delle Procure Gioacchino Genchi su L’Europeo proprio pochi mesi prima che scoppi il caso De Magistris, di cui Genchi è stato il principale consulente.

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