Massacrò di botte la fidanzata: pena ridotta a 16 anni. Il padre della ragazza: "Italia senza dignità"

5 novembre 2015 - Dopo la sentenza in appello che ha ridotto da 20 a 16 anni la condanna per Maurizio Falcioni, reo di aver massacrato di botte la fidanzata Chiara Insidioso, arriva il commento del padre della ragazza con un post su Facebook.

Maurizio Insidioso ha introdotto il suo commento con una foto della figlia sulla sedia a rotelle. Rivolgendosi alla figlia, scrive: "Sei stata oltraggiata da lui...dal suo avvocato e dai giudici che non hanno coraggio...Chiara ...L'ITALIA è un paese dove non c'è dignità e oggi in quell'aula si parlava solo del modo in cui riabilitare al mondo quel verme di Falcioni".

Di seguito il post completo, con l'amara riflessione del padre di Chiara Insidioso.

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Cara Chiara,oggi sono stato affianco a colui che ti ha ridotto cosi per sempre...lo sai oggi sei stata oltraggiata da...

Posted by Insidioso Maurizio on Wednesday, 4 November 2015

4 novembre 2015 - Si è concluso oggi con una riduzione di pena il processo d’appello per Maurizio Falcioni, accusato di aver massacrato di botte la fidanzata Chiara Insidioso Monda il 24 febbraio 2014, riducendola in coma per quasi un anno.

L’uomo era stato condannato con rito abbreviato a scontare 20 anni di carcere, ma oggi i giudici della prima corte d’appello di Roma hanno deciso di ridurre a 16 anni quella pena, complici anche le scuse dell’uomo che dopo 21 mesi sono finalmente arrivate.

La sentenza è stata accolta con rabbia dalle persone presenti in aula, a cominciare dai familiari e amici della vittima, ancora oggi costretta a letto e a lunghe terapie in seguito agli importanti danni provocati da quel barbaro pestaggio.

Alla base dell’aggressione, è stato ribadito nel corso di questo processo d’appello, ci fu la decisione di Chiara, 19enne all’epoca dei fatti, di mettere fine a quella relazione. Il compagno, oggi 37enne, a quel punto si avventò su di lei e la massacrò di botte. Non ci mise troppo a confessare ed ammettere tutto, sostenendo di aver agito sotto l’effetto di sostanze stupefacenti:

É vero, ero geloso. Ho trovato sul suo cellulare i messaggi di un altro ragazzo. E allora l'ho picchiata. L'ho ridotta in fin di vita.

La sentenza è stata pronunciata questa mattina e al momento nessuna delle parti coinvolte ha annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione, anche se sembra il terzo e ultimo grado di giudizio appare scontato.

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