Trattativa Stato-Mafia: assolto Calogero Mannino. L'ex ministro attacca Travaglio e i pm

Aggiornamento ore 14.00 - Dopo l'assoluzione, Calogero Mannino attacca Marco Travaglio. Pur non facendo nomi, l'ex ministro della Democrazia Cristiana è molto chiaro rispetto al ruolo che secondo lui avrebbe svolto il giornalista nel corso dell'inchiesta.

Ecco cosa ha detto all'agenzia Adnkrons a riguardo:

"Ai pm non interessa avere portato in un'aula giudiziaria l'ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, a loro interessa lo spettacolo che un guitto ha fatto in alcuni cinema in cui impartiva loro gli indirizzi relativi al processo"

A Sky Tg24, poi, Mannino ha detto di essere sempre stato fiducioso sul fatto che sarebbe stato giudicato con serenità. E sul suo presunto coinvolgimento nella trattativa Stato-Mafia, ha aggiunto:

"Una fantasia assoluta, ridicola, perché pensare che un ministro potesse influenzare e orientare due generali dei Carabinieri è veramente ridicolo. Dà la dimostrazione che questi pubblici ministeri sono privi del senso comune e del buon senso e quindi non sanno valutare le cose. Io ho vissuto quella stagione con animo forte, sapendo far fronte ai miei doveri di uomo pubblico che ha servito la Repubblica Italiana sempre con estrema realtaà e con estrema dedizione"

4 novembre 2015 - Il gup di Palermo, Marina Petruzzella, ha assolto, "per non aver commesso il fatto", Calogero Mannino. Se mai ci fu trattativa tra vertici dello Stato e Cosa Nostra, non fu l’ex ministro della Democrazia Cristiana ad avviarla. Così l'ex imputato viene scagionato dal reato ipotizzato dalla Procura: quello di “violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario” (predisposto dall’articolo 338 del codice penale).

La decisione è giunta dopo un’ora di camera di consiglio e due anni e mezzo di processo. Si tratta del primo verdetto per la cosiddetta inchiesta “Stato-mafia”. Il giudice ha dunque respinto la richiesta di condanna dei pm Vittorio Teresi, Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Nino Di Matteo. La richiesta ammontava a 9 anni, ma beneficiava dello sconto di un terzo perché i legali di Mannino si erano avvalsi del rito abbreviato.

Con il rito abbreviato, Mannino è uscito dal processo principale, quello in corso presso la Corte d’Assise di Palermo e che contempla 10 illustri imputati. Tra questi, i boss mafiosi Totò Riina e Leoluca Bagarella, gli ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni e politici Nicola Mancino e i Marcello Dell’Utri.

Dalla Procura le reazioni non sono state certe entusiaste. "Andiamo avanti. Impugneremo la sentenza”, è stato il commento dei pm palermitani. Di tutt'altro avviso l'avvocato Montalbano (legale di Mannino): "E’ la fine di un incubo per il nostro assistito. Ci ha ringraziato. Ora è a casa, molto emozionato dopo questa notizia. Ha solo detto: grazie avvocati”.

Il giudice Petruzzella ha annunciato che le motivazioni della sentenza saranno depositate fra 90 giorni. Sarà molto interessante leggerle, anche perché il processo a Mannino dovrebbe gettare luce sulla prima fase della Trattativa, decisiva per tutto l'architrave dell'accusa.

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