Roma, processo Mafia Capitale. Buzzi: "Linciaggio mediatico nei mie confronti"

Le ultime notizie sul processo di Mafia Capitale

25 novembre 2015 - Oggi, Salvatore Buzzi, durante la quinta udienza del processo di Mafia Capitale, ha chiesto di prendere la parola. Ha rilasciato, in un tempo di cinque minuti, delle dichiarazioni spontanee, in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo.

L'ex presidente della cooperativa "29 giugno" e presunto braccio destro di Massimo Carminati ha dichiarato:"

Nel respingere la mia richiesta di patteggiamento, la Procura ha detto che nel corso dei numerosi interrogatori ho pensato a salvare i miei amici e a lanciare strali contro i nemici, senza dare alcun contributo alle indagini. Tutto ciò non è assolutamente vero: non ho amici dal 2 dicembre 2014. Ho solo precisato le gravi responsabilità imputate alla coop '29 giugno', responsabilità che sono quasi esclusivamente mie"

Ed ha aggiunto:

"Dal giorno del mio arresto ho assistito inerme a un linciaggio mediatico della mia persona con palesi violazioni sulla diffusione delle immagini [..] nell'udienza del 19 novembre e in quella odierna, nel motivare il parere negativo alla mia richiesta di patteggiamento, i pm hanno affermato che nelle mie deposizioni ho solo tenuto a difendere i miei amici, a lanciare strali verso altri senza dare alcun contributo alle indagini: questo non è assolutamente vero"

Ricordiamo che Buzzi, tramite i suoi legali, ha reiterato la richiesta di patteggiamento a 4 anni e 10 giorni (più 1.200 euro di multa). Ma il pm Paolo Ielo si è opposto, ricordando che in ballo ci sono reati come l'associazione a delinquere di stampo mafioso.

Inoltre Buzzi ha respinto la decisione di non essere detenuto a Rebibbia perché avrebbe tentato di "impadronirsi della mensa". L'imputato sostiene infatti di aver solo gestito un progetto inerente alla realizzazione, nel carcere romano femminile (e non maschile), di un centro cultura per la preparazione dei pasti per i centri di accoglienza per immigrati. Ed ha precisato: "il progetto avveniva con la collaborazione del Dap, della Regione Lazio e della direzione del carcere femminile di Rebibbia e prevedeva un grosso investimento della nostra cooperativa".

Roma, Mafia Capitale: riparte il processo. Procura: "Il Comune di Roma non può essere responsabile civile"


17 novembre 2015

- E' ripartito oggi il processo Mafia Capitale. La seconda udienza ha avuto luogo nell'aula bunker di Rebibbia, dove la decima sezione penale del Tribunale, presieduta da Rosanna Ianniello, ha convocato tutti gli imputati. Massimo Carminati, il "re" delle cooperative, Salvatore Buzzi e l'ex Nar Roberto Brugia erano collegati in videoconferenza dalle rispettive carceri dove sono reclusi. Tale provvedimento è stato preso per motivi di sicurezza.

Oggi erano protagoniste le parti civili. Tra queste ci sono,il Comune di Roma, la regione Lazio, Ama, diversi esponenti politici, tra cui i due 5 stelle Roberta Lombardi e Marcello De Vito, 37 nomadi di Castel romano (presenti in aula) e un rifugiato politico pachistano di 23 anni.

Intanto la Procura ha rigettato l'istanza del Codacons che chiedeva di individuare nel Comune di Roma uno dei soggetti responsabili nel processo. La Procura, inoltre, ha proposto alla Corte di non ammettere come parte civile i cittadini di Roma che ne hanno fatto richiesta, quasi tutti esponenti del Movimento 5 Stelle. Secondo alcuni difensori, l'ammissione potrebbe rendere il collegio incompatibile e renderebbe cogente il trasferimento del processo a Perugia.

Roma, Mafia Capitale: processo per Maurizio Venafro, ex capo di Gabinetto di Zingaretti


11 novembre 2015

- Maurizio Venafro, ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, è finito sotto processo con il giudizio immediato, nell'ambito di Mafia Capitale. Per Venafro e Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co., l'accusa è di turbativa d'asta nell'ambito della mega-inchiesta romana.

9 novembre 2015 - In attesa che il processo di Mafia Capitale ricominci il prossimo 17 novembre, oggi sono filtrate alcune dichiarazioni dall'interrogatorio del 15 ottobre a Luca Odevaine. L'ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni è stato sentito dal pm Paolo Ielo.

Odevaine ne ha per tutti. In prima battuta, accusa l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ma poi anche il gruppo Caltagirone, Francesco Totti e Umberto Marroni.

"La destra non aveva soggetti economici di riferimento, dunque l'amministrazione Alemanno, nel giro di qualche anno, individuò nel 'sistema Buzzi' il riferimento nel settore del sociale per l'aggiudicazione dei lavori, complice il rapporto di conoscenza che vi era tra Alemanno, Buzzi, Mancini, Carminati e Pisu, nato in carcere tempo prima", ha detto al pubblico ministero il mese scorso.

In questo momento Odevaine, già membro del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti, è agli arresti domiciliari. E' imputato nel processo di Mafia Capitale, ma per lui l'aggravante mafiosa è decaduta in base ad una decisione della Cassazione. In ogni caso, ha già scontato parte dell'arresto in regime di 41 bis.

L'ex funzionario ha spiegato che nel passaggio dall'amministrazione Veltroni a quella Alemanno è rimasto al suo posto per un certo periodo perché l'ex sindaco di An, privo di classe dirigente, gli chiese di supportarlo. E aggiunge: "Io accettai e in tale periodo egli mi presentò Riccardo Mancini e l'onorevole Pisu, indicandomeli come interlocutori per suo conto per tutte le questioni di mio interesse [...] Nella gestione del comune, Mancini e Piso mi dissero di voler inserire nei ruoli apicali e dirigenziali persone che, a prescindere dalla loro competenza, fossero di loro fiducia".

Rimarchiamo che, da quanto si apprende, Odevaine ha scagionato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Sono false le dichiarazioni di Salvatore Buzzi in relazione ad una tangente pagata a Nicola Zingaretti sul palazzo della Provincia".

Sul gruppo Caltagirone, invece, ha parlato di una presunta tangente per per la costruzione di un complesso edilizio nella zona della Bufalotta. Odevaine ha confidato in merito al pm: "Riccardo Mancini mi disse che era stata pattuita una tangente, pagata da Caltagirone, in relazione all'affare edilizio della Bufalotta, nella direzione di Marroni, Smedile e Alemanno".

L'ex funzionario, poi, ha confermato quello che aveva già detto a suo tempo Buzzi su Francesco Totti: "È vero che dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli di Totti, ma lo facevano fuori dall'orario di lavoro e venivano pagati in nero, dallo stesso Totti [...] l'esigenza era nata dal fatto che era giunta una voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti. Ne parlai con il colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della genesi e della natura della notizia, convenne con me che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che si poteva trovare un modo per provvedere".

Infine, Odevaine accusa anche Umberto Marroni, capo dell'opposizione Pd all'epoca dell'amministrazione Alemanno: "aveva chiuso con il sindaco un accordo in forza del quale ciascun consigliere comunale aveva a disposizione una somma, originariamente quantificata in 400 mila euro, da destinare a iniziative di suo interesse". Ma Marroni, ora deputato, ha recisamente smentito, dichiarando: "Come sanno tutti, in quanto scritto nella legge del testo unico degli enti locali, i consiglieri comunali non hanno alcun 'potere di spesa' ma solo di indirizzo e controllo".

Roma, Mafia Capitale: terminata la prima udienza, processo aggiornato al 17 novembre


18:50

- Si è da poco conclusa la prima udienza del maxi-processo per Mafia Capitale che vede alla sbarra 46 imputati. Il primo giorno nella Città della Giustizia vede il rinvio a giudizio di Gianni Alemanno, l'ex sindaco della capitale è accusato di corruzione e finanziamento illecito, per il momento resta solo nel campo delle ipotesi l'accusa di associazione mafiosa. Sollievo nelle parole dell'avvocato difensore Grazia Volo che commenta: "È finito un incubo".

Ma retroscena sono attesi anche da uno degli imputati principali, l'avvocato di Massimo Carminati ha infatti preannunciato che il suo assistito cambierà strategia difensiva e inizierà a raccontare la sua versione dei fatti: "Er cecato stavolta è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito: vuole chiarire molte cose e lo farà". Lui ha seguito il processo dal carcere di Tolmezzo dove sta scontando il 41bis, nella sua stessa situazione anche Buzzi, Brugia e Testa. Il legale di Buzzi, Alessandro Diddi, preannuncia che richiederà la rimozione del divieto di presenza in aula per il suo cliente: "È una grave lesione del diritto di difesa".

A lui si accoda anche il legale di Carminati, Giosué Bruno Naso, che attacca i pm parlando di "processetto dopato" e di "giudici che non brillano per terzietà". Si chiede perché il suo assisitito e Buzzi non possono essere in aula, risponde il pm Cascini: "Tutti i processi sono importanti, definire questo un processetto è irrispettoso per chi è imputato o detenuto. La distanza di Carminati e Buzzi dagli altri si spiega con il ruolo di capi che gli viene attribuito". Il Tar ha comunque respinto il ricorso e permane quindi il divieto di presenza in aula per i soggetti interessati.

In aula erano presenti anche la deputata 5 Stelle Roberta Lombardi e l'ex capogruppo al Campidoglio Marcello De Vito. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di costituirsi parte civile, la motivazione: "Siamo diretta espressione della cittadinanza, quella pulita e incensurata che può cambiare davvero questo Paese. Siamo gli anticorpi che mancano alla capitale". Il colpo di scena della giornata arriva dal Codacons che chiede al Tribunale di respingere la richiesta da parte del Comune di Roma di costituirsi parte civile: "Sono evidenti le responsabilità del Comune che non solo non si è accorto degli illeciti, ma nemmeno ha svolto la dovuta attività di prevenzione e vigilanza. La gestione irregolare degli appalti ha prodotto un danno ai cittadini romani che abbiamo calcolato in un miliardo di euro".

Alla Rai è stato concesso il permesso di effettuare le riprese del processo, che si sposterà nell'aula bunker di Rebibbia, ma non potra trasmetterle in diretta e avrà il dovere di passarle alle altre emittenti. Davanti ai cancelli della Città della Giustizia in Piazzale Clodio c'erano anche molti sostenitori di Marino che si sono presentati con striscioni in favore del vecchio sindaco e contro il commissario Tronca. Il processo è stato aggiornato a martedì 17 novembre.

5 novembre, 8.30 - Inizia oggi il maxi processo di Mafia Capitale. La prima udienza, di tipo più tecnico, prenderà il via tra mezz'ora circa a Piazzale Clodio.

Roma, Mafia Capitale: domani si apre il processo. Tronca: firmata costituzione del comune come parte civile


13.00

- Alla vigila dell'avvio del processo di Mafia Capitale, il neo commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca, ha firmato l'atto di costituzione di parte civile del comune.

Dall'atto, che sarà depositato domani, si legge: "l'offesa non è solo quella portata all'ordine pubblico, ma alla stessa possibilità per la società di dispiegarsi serenamente e per il Comune di esprimere la sua forza culturale, di coesione, di legalità" . Il risultato di quanto avvenuto, si afferma, "è il totale scardinamento del sistema, la creazione di un 'apparato" parallelo e alternativo a quello legittimamente costituito".

Il documento è stato redatto dagli avvocati Enrico Maggiore e Rodolfo Murra, e sarà sottoposto domani al Tribunale nel corso della prima udienza del maxi processo. Secondo i due legali, "la pellicola di Mafia Capitale evidenzia un gruppo criminale che costituisce il punto d'arrivo di organizzazioni che hanno preso le mosse dall'eversione nera, anche nei suoi collegamenti con apparati istituzionali, che si sono evolute, in alcune loro componenti, nel fenomeno criminale della Banda della Magliana".

Gli avvocati concludono: "Mafia Capitale è un'organizzazione criminale tanto pericolosa quanto poliedrica che [...] opera in un 'mondo di mezzo', un luogo dove si realizzano sinergie criminali e si compongono equilibri illeciti tra il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni, e il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga, gruppi che operano illecitamente con l'uso delle armi".

4 novembre 2015 - Domani, 5 novembre, si aprirà il processo per Mafia Capitale. Oltre ai 46 imputati da sottoporre a giudizio, tra cui Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, saranno coinvolti anche altri 282 nomi, inseriti nella lista dei testimoni da ascoltare.

La lista è stata depositata da Alessandro Diddi, legale di Buzzi. Tra le personalità da sentire spiccano nomi di magistrati, ministri, sottosegretari, deputati e senatori.

Ci saranno il titolare del dicastero del lavoro, Giuliano Poletti, gli ex sindaci, Ignazio Marino e Gianni Alemanno, Gianni Letta e Silvio Berlusconi. Ma anche il vice ministro all’Interno Filippo Bubbico e i parlamentari del Pd Micaela Campana e Umberto Marroni. Compaiono poi i nomi del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, e quelli di prefetti, giornalisti, ex consiglieri ed ex assessori dell’amministrazione della capitale. Infine, c'è pure Luciano Casamonica, cugino del defunto Vittorio, i cui funerali hanno innescato numerose polemiche.

Ovviamente queste persone saranno ascoltate soltanto come testimoni, nessuna di loro risulta indagata. Tuttavia, in molti si aspettano colpi di scena, soprattutto ora che Marino è decaduto da sindaco.

Roma, Mafia Capitale: prime quattro condanne con il rito abbreviato

3 Novembre 2015 - Sono state emesse oggi le prime condanne nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale, il gup Anna Criscuolo ha giudicato quattro iputati che avevano chiesto il rito abbreviato. Emanuela Salvatori, ex funzionaria comunale, dovrà scontare una pena di 4 anni di reclusione, è stata accusata di corruzione. Emilio Gammuto, anche lui accusato di corruzione con l'aggravante del metodo mafioso è stato condannato a 5 anni e 4 mesi. Sono state infine emesse due condanni a 4 anni di reclusione per Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, per loro l'accusa è quella dell'usura, i due sono ritenuti elementi vicini a Massimo Carminati.

Intanto giovedì presso la Città Giudiziaria di Roma in Piazzale Clodio prenderà il via il maxi processo. Saranno 46 gli imputati a essere giudicati, tra cui anche lo stesso Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, i due però non saranno in aula per ragioni di sicurezza. Un altro appuntamento in agenda è invece fissato per il prossimo 26 novembre, quando saranno giudicate altri 5 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato. Si tratta di Massimo Caprari, ex consigliere comunale, Paolo Solvi, collaboratore dell'ex presidente del Municipio di Ostia, Daniele Ozzimo, ex assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma. Completano la lista Gerardo e Tommaso Addeo, entrambi collaboratori di Luca Odevaine. Tutti e cinque sono accusati di corruzione.

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