Napoli: Sequestrati beni per 20 milioni ai Casalesi

Carabinieri escort Giovanni Lubello (C) after an operation that culminated in the arrest of 14 people linked to the Casalesi mafia organisation on June 3, 2010. Among the arrested was Carmine D'Aniello, the lawyer of Casalesi mafia organisation boss Francesco Bidognetti. AFP PHOTO / ROBERTO SALOMONE (Photo credit should read ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images)

Da un comunicato della Guardia di finanza di Napoli, si apprende che è stato inferto un duro colpo ai beni illeciti accumulati nel tempo dai casalesi. Stiamo ovviamente parlando della nota organizzazione criminale coamorristica, che è stata così denominata perché formatasi a Casal di Principe (Caserta).

La polizia tributaria di Napoli, nei giorni scorsi, ha messo in campo un'operazione nella quale sono stati confiscati beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 20 milioni di euro, riconducibili a dieci esponenti della fazione "Bidognetti".

Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d'Appello del capoluogo campano. E ha coinvolto tutti gli esponenti del clan finiti nell'operazione Dominum, che portò nel 2008 a 19 arresti. Tra i nomi interessati dall'atto di confiscaci ci sono quelli di Giovanni Letizia, Bernardo Cirillo, Francesco Di Maio, Giosuè Fioretto, Angela Incandela, Armando Letizia, Giuseppe Pellegrino, Biagio Sabatino Sciorio, Maria Tamburrino, Nicola Verolla.

Giovanni Letizia è senz'altro il nome di maggior spicco. Il sicario, facente capo all'ala del clan di "Cicciotto e mezzanotte" (Francesco Bidognetti), è noto alle cronache anche per essere stato condannato in via definitiva per la strage di Castel Volturno del 2008. In quell'occasione furono uccisi a colpi di arma da fuoco sei immigrati africani.

Parte consistente dei beni confiscati deriva da attività estorsive, dalla distribuzione illegale dei videopoker, del caffè e della pubblicità. E già nel 2011, su ordine del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, erano state sottoposte a confisca ingenti disponibilità patrimoniali e finanziarie illecitamente accumulate nel tempo da diversi soggetti riconducibili all'organizzazione di Bidognetti. Quest'ultimo, sebbene fosse recluso da più di dieci anni, continuava ad amministrare attività criminali, soprattutto sul litorale domizio e nelle zona dell'agro di Aversa.

I beni confiscati questa settimana diventeranno definitivamente patrimonio dello Stato.

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